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venerdì 15 dicembre 2017

Spettacoli mercoledì 22 novembre 2017 ore 11:00

La Regione premia i cantanti pisani dello Zecchino

Quattro piccoli cantanti pisani hanno partecipato negli anni alla popolarissima gara canora. La loro storia raccontata adesso in un libro

FIRENZE — Il Consiglio Regionale della Toscana per celebrare i 60 Zecchini d’Oro, di cui Direttore Artistico quest’anno è il presentatore fiorentino Carlo Conti – che l’8 dicembre in prima serata su RAI 1 condurrà una speciale trasmissione celebrativa, mentre lo Zecchino sta andando in onda tutti i sabati alle ore 16,40 fino al 9 dicembre – ha pubblicato il libro “I 60 Zecchini d’Oro della Toscana” del giornalista Franco Mariani, il giornalista toscano massimo esperto della materia, e che per ben due volte è stato chiamato a far parte della giuria nazionale selezionatrice delle canzoni.

Il libro, oltre a raccontare moltissimi episodi inediti dello Zecchino, della storica direttrice del Piccolo Coro, Mariele Ventre, del Mago Zurlì/Cino Tortorella, che lo ha creato, e di tanti toscani che vi hanno preso parte come autori, conduttori, registi, ecc, mette in risalto l’apporto dato dai 54 bambini della nostra regione che vi hanno partecipato durante le 60 edizioni, tutte sempre trasmesse in Mondovisione dalla Rai.

Nonostante questo esercito di partecipanti che fa della nostra Regione la quinta per numero di partecipanti (al primo posto l’Emilia Romagna con 107, seguita dalla Lombardia con 78, Puglia con 62, Sicilia con 56; fanalino di coda Molise con 4), la Toscana ha vinto solo due volte: nel 1966 (I fratelli del Far West) cantata da Sandro Violet e il pistoiese Federico Frosini, e nel 1989 (Corri corri topolino) con il lucchese Nikolas Torselli.

La Toscana approda per la prima volta allo Zecchino d’oro nel 1961, terza edizione, ovvero quando si trasferisce da Milano all’Antoniano di Bologna, gestito dai Frati Francescani. Quell’anno sono addirittura due i bambini che possono vantare questo primato: il fiorentino Fulvio Nativo, e, da l’Ardenza, il livornese Alfonso Belfiore.

La prima pisana a prendere parte alla manifestazione canora fu, al 10° Zecchino d’Oro, nel 1968, Susan Woisnant, di 4 anni, proveniente da Tirrenia, che cantò nel Coretto delle Regioni, anti segnano del Piccolo Coro.

Al 24° Zecchino d’Oro, nel 1981, toccò invece a Antonella Massaro, di 8 anni, la prima pisana in gara, che cantò Per una frittella, ricevendo 152 voti.

Dopo 13 anni, nel 1994, al 37° Zecchino d’Oro toccò alla pisana Eleonora Epifani, di 5 anni, riportare Pisa all’Antoniano con la canzone Giochiamo alle cose, che portò a casa 140 voti.

Bisogna poi aspettare altri 22 anni prima di riavere la provincia pisana protagonista alla rassegna internazionale di canzoni per l’infanzia: l’onore spettò, 2016 a Eleonora Sarracino, 10 anni di San Giuliano Terme, con la canzone Dove vanno i sogni al mattino che ha partecipato al 59esimo Zecchino d’Oro.

“Non esiste – ha scritto il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani nella prefazione - dagli anni Sessanta a oggi, nessuna generazione, prima di bambini e poi di adulti, che non abbia cantato o fischiettato una canzone dello Zecchino d’Oro, la rassegna internazionale di canzoni per l’Infanzia da sempre in onda su Rai 1. Nonostante questa manifestazione sia stata quasi sempre snobbata dai quotidiani, che gli riservano poche righe sulle loro pagine, è una delle trasmissioni televisive in assoluto al mondo più longeve e seguitissime. Chi non ha mai avuto – anche per un solo istante – il desiderio di far parte del piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna diretto dall’indimenticabile Mariele Ventre? Grazie al giornalista fiorentino Franco Mariani, ripercorreremo l’apporto dato dalla Toscana alla principale manifestazione canora per l’infanzia, senza dimenticarci però di tutte quelle figure che, in queste 60 edizioni, pur stando spesso dietro le telecamere, hanno contribuito a lasciare all’umanità un patrimonio musicale di rara bellezza e incanto; edizioni che hanno allietato, e continueranno a farlo ancora per tanti decenni, i momenti dell’infanzia di intere generazioni di tutto il mondo". 

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