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giovedì 27 giugno 2019

Cronaca martedì 22 aprile 2014 ore 10:30

"Gli scout non sono bracconieri"

Il direttore di San Rossore spiega l'azione educativa della Route a chi si oppone all'invasione di 30mila ragazzi ad agosto: "Sopportiamo il 1 maggio"



PISA — "Quello che non è accettabile è il pregiudizio che emerge dall’appello, che allude a non precisate logiche politiche e addirittura commerciali". Il direttore del parco di San Rossore Andrea Gennai commenta così l’appello che un gruppo di professori universitari e altre personalità avrebbero rivolto, tra gli altri, al presidente della Regione per non accogliere la Route Nazionale Agesci di agosto.
"Tutti i pareri - secondo Gennai - sono rispettabili ma è curioso che questi esperti abbiano già le idee chiare sul previsto impatto di tale Route, pur non avendo nemmeno visto il progetto. Hanno infatti visionato solo la versione non definitiva dello studio di incidenza e sinceramente mi sembra poco per poter giudicare.

Nessuno di loro ha chiesto chiarimenti o informazioni, sentendosi evidentemente già sicuro del proprio parere. Nessuno ha verificato se l’area oggetto del campo è classificata a libera fruizione o meno. In questo modo, chi come me è chiamato a giudicare attraverso il Nulla Osta, è già preventivamente tacciato di essere in errore qualora esprima parere favorevole. La Conferenza dei Servizi composta da tutti gli enti coinvolti esaminerà il progetto definitivo che deve ancora essere consegnato e quindi anche noi dobbiamo ancora valutare. Vedremo cosa ne
uscirà".
Riguardo a presunte logiche politiche, poi, Gennai aggiunge: "La politica interessata alle scadenze elettorali, di grazia, stia fuori da questi aspetti tecnici e la tecnica ci aiuti piuttosto a combattere le mille pressioni che ogni giorno erodono il Parco nella sua bellezza e integrità. Potrei nascondermi dietro al fatto che il permesso per realizzare la Route l’ha rilasciato il presidente della Regione senza consultare preventivamente il Parco. Invece credo - e lo dico
da uomo di sinistra, non credente e lontano dagli Scout mille miglia - che questa sia una straordinaria occasione per chi, come me, crede nella conservazione della natura come ad una vera e propria religione. Una straordinaria occasione per mettere nella testa e nel cuore di questi 30mila ragazzi un po’ di conoscenza e di amore per il nostro Parco, per le nostre foreste, per i nostri meravigliosi animali".
Chiudere i cancelli di San Rossore agli scout, secondo il direttore, "che non sono bracconieri o motocrossisti, diventerebbe l’errore educativo più grande che il mondo della conservazione possa fare. Che vengano, rispettando le regole che gli daremo, prendendosi le multe per gli errori che faranno e i complimenti per le attenzioni che dimostreranno, ascoltando il nostro personale ed i nostri volontari che spiegheranno loro le caratteristiche del Parco e del lavoro quotidiano che facciamo per proteggerlo. Andranno via dopo 4 giorni con il cuore gonfio per la bellezza di questi posti e per le emozioni vissute grazie a questa natura, che certo saprà sopportare questa “invasione, così come sopporta da decenni, proprio nella stessa area della Route, quelle dei turisti di Pasquetta e del primo
maggio, molto meno sensibili degli scout alle tematiche ambientali".



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