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lunedì 26 agosto 2019

Attualità giovedì 28 marzo 2019 ore 14:58

La cardiochirurgia pisana fa scuola in Kosovo

Sviluppo della cardiochirurgia in Kosovo. Una equipe della azienda ospedaliera pisana fa formazione in affiancamento ai medici del posto



PISA — Sono rientrati dopo aver effettuato con successo 4 interventi cardiochirurgici impegnativi i professionisti dell’Aoup che, dal 10 al 17 marzo scorsi, hanno preso parte a Pristina, al Centro clinico universitario del Kosovo, alla missione di assistenza per la formazione del personale sanitario e tecnico del reparto di cardiochirurgia da parte del consorzio di aziende sanitarie toscane (capofila l'Aou Meyer), in collaborazione con il Centro regionale della salute globale.

I medici coinvolti sono Alda Mazzei (anestesista), Caterina Palagi (cardiologa) e i cardiochirurghi Carlo Barzaghi e Maurizio Levantino (nella foto di gruppo con il direttore sanitario, Grazia Luchini, e la responsabile aziendale della cooperazione internazionale Mojgan Azadegan). Nel corso della missione i professionisti hanno svolto attività di formazione del personale medico e paramedico del Centro universitario del Kosovo eseguendo interventi chirurgici, attività clinica e visite di follow-up dei pazienti ricoverati nel reparto di cure intensive e di degenza ordinaria.

L’èquipe pisana ha operato 4 pazienti affetti da patologie complesse che richiedevano assistenza e formazione da parte italiana. E’ stato quindi fondamentale l’affiancamento da parte dei colleghi del posto per apprendere protocolli da applicare nell’attività futura.

Il Centro è infatti autonomo nella cardiochirurgia per adulti ma necessita di essere supportato nelle procedure più avanzate e soprattutto ha bisogno di alcuni investimenti (un nuovo tavolo operatorio, un macchinario Ecmo, nuove lampade scialitiche e un nuovo set di strumenti per la chirurgia pediatrica).

In particolare, nella settimana di missione il dottor Levantino e il dottor Barzaghi hanno effettuato una doppia sostituzione valvolare mitro aortica con protesi meccaniche su un paziente di 57 anni, una sostituzione valvolare aortica con protesi biologica ed un bypass aorto-coronarico su una paziente 79enne obesa e con coronaropatia, un triplice bypass aorto-coronarico su una paziente diabetica di 64 anni con coronarosclerosi e funzione cardiaca ridotta e la correzione di una stenosi subaortica congenita su un giovane di 30 anni con notevole ipertrofia cardiaca. La dottoressa Mazzei si è presa in carico il coordinamento degli anestesisti in sala operatoria ed ha anche provveduto ad una revisione dei protocolli di anestesia e rianimazione. La dottoressa Palagi ha effettuato i controlli ecocardiografici intraoperatori ed ha affiancato il personale locale nei controlli diagnostici. Tutti i pazienti, dopo una breve permanenza in terapia intensiva, sono passati in corsia e dimessi a casa in buone condizioni dopo una settimana dall’intervento.

Si tratta della prima di dodici missioni di medici italiani nei prossimi due anni volte a migliorare le prestazioni del sistema sanitario locale e garantirne sostenibilità ed autonomia. Otto saranno dedicate alla formazione in cardiochirurgia pediatrica curate dall’Aou Meyer e dalla Fondazione Monasterio di Massa e quattro alla cardiochirurgia adulti curate dall’Aoup. L’iniziativa rientra nelle attività previste dall'accordo “Supporto al sistema sanitario in Kosovo”, finanziato dal Governo italiano tramite l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, grazie al quale l’Italia sostiene la Repubblica del Kosovo nello sviluppo dei servizi pubblici di cardiochirurgia e il piano nazionale di controllo delle infezioni in Kosovo



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