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mercoledì 26 giugno 2019

Attualità lunedì 02 maggio 2016 ore 09:50

Crisi Costa, Paolo Dario suona la sveglia

Il professor Paolo Dario con la sua equipe ha elaborato un progetto di rilancio messo a disposizione della Regione Toscana



LIVORNO — Il progetto New Deal 2.0 è stato presentato nella sede della azienda Kaiser Italia a Livorno su iniziativa della Confindustria locale. 

54 slides che fotografano la situazione attuale ma indicano anche una via per superarla, con basi teoriche, settori di intervento, tempi e modi per realizzarli.

Nel team, oltre a Paolo Dario, notissimo docente di robotica della prestigiosa scuola pisana, ci sono Paolo Carrozza, Enza Spadoni, Cecilia Laschi, Fabio Bonsignori e Giuseppe Turchetti .

"L’esigenza è nata anche dalla constatazione - ha sottolineato Paolo Dario - di errori notevoli, compiuti in passato dalle nostre classi dirigenti, che hanno contribuito a causare la crisi che incombe dal 2008"

Entrando nel metodo e nel merito si capovolge la prassi di finanziare chi presenta progetti – finanziamenti a pioggia senza una linea - , proponendo che la parte pubblica, in un esercizio di alta politica, indichi le necessità, per i vari settori: salute, industria e servizi, trasporti, pubblica amministrazione, infrastrutture, cultura, agricoltura, ambiente, rottamazione di navi, edilizia di riuso, perché ognuno di questi possa diventare ‘il migliore del mondo’ per competere ed attrarre investitori e ricercatori.

E competere davvero, non con le regioni a noi vicine come l’Emilia o il Veneto, bensì con le aree del nord Europa. "Pensiamo che da Rotterdam partono tutti i container che arrivano in Svizzera, mentre nessuno parte dall’Italia e quindi da Livorno", è stato spiegato.

Saranno le imprese, le università, i centri di ricerca ad unirsi e studiare soluzioni, mentre lo Stato avrà il compito di diventare motore dinamico, finanziando lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione.

Un altri punto centrale è la presenza sulla costa toscana di una tra le più poderose e concentrate infrastrutture di educazione e di ricerca al mondo, del capitale umano e le conoscenze necessari. Ma anche di un sistema di industrie grandi e piccole di molte cooperative e start-up innovative.

"Il capitale umano – il corpo dei ricercatori e degli scienziati - è senza dubbio migliore di quello esiste negli Usa, nella famosa silicon valley, e ciò perché la nostra cultura ha da sempre unito la tecnica allo studio delle lettere e della filosofia", ha detto Dario.

I tempi?" Diamoci l’obbiettivo di attuare il progetto nei cinque anni o non riusciremo a tenere il confronto con stati come la Cina, il Giappone e la Germania che si sono affrettati a varare piani ambiziosi nel settore della robotica", è stato detto.

Tra le varie esemplificazioni Dario si è soffermato su quello che da alcuni mesi occupa le cronache portuali di Livorno e Toscana , e cioè la Darsena Europa. Saranno utili senza dubbio i fondali portati a 18 metri, ma occorreranno forti innovazioni nel trattamento delle merci e dei container che debbono velocemente arrivare a destino. E qui la robotica potrà dare l’aiuto decisivo.

Infine per dare una iniezione di fiducia a chi opera nelle istituzioni e nelle imprese Paolo Dario ha ricordato la cupola del Brunelleschi. I Priori di Firenze che vollero creare la più grande basilica del mondo, della cristianità, stanziarono 1000 fiorini e chiamarono i migliori ingegni per un’opera mai concepita prima. Fu Filippo Brunelleschi a vincere il bando e a realizzarla; tutt’oggi la cupola porta lustro – e molto altro - a Firenze ed alla Toscana.



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