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giovedì 20 giugno 2019

Politica giovedì 28 dicembre 2017 ore 10:10

"Per Pisa una coalizione larga e plurale"

Alessandra Nardini

Ennesimo appello all'unità della sinistra in vista delle elezioni comunali pisane. A farlo la consigliera regionale Pd Alessandra Nardini



PISA — "In questi giorni ho letto autorevoli esponenti del Partito Democratico pisano sostenere che sia necessario arrivare, quanto prima ed in modo unitario, all'individuazione di una candidatura in vista delle elezioni amministrative. Non posso che concordare", dice Alessandra Nardini.

"Da mesi, infatti, mi dichiaro molto preoccupata per il delicato appuntamento a cui saremo chiamati, immagino, a poche settimane dalle politiche.Proprio per questo mi auguro che a livello nazionale, e a Pisa in particolare, l'ormai prossima campagna elettorale non sia all'insegna di un clima fratricida; questo, infatti, oltre ad essere a mio avviso totalmente inconcepibile e a distogliere la nostra attenzione dai reali "avversari", renderebbe ancora più difficile quel percorso assolutamente necessario di creazione di una coalizione larga e plurale a partire dall'attuale maggioranza pisana. Non ci possiamo assolutamente permettere nessun passo falso: le ultime tornate amministrative ci hanno dimostrato che ogni città ormai è diventata contendibile, e che in Toscana la situazione non è certo migliore, anzi. Per questo occorre senso di responsabilità da parte di tutti, sia all'interno del nostro Partito che fuori, per non consegnare la città alla destra o all'improvvisazione pentastellata.Per farlo credo sia necessario costruire insieme, anche sulla base della campagna di ascolto che le varie realtà di centrosinistra e civiche stanno facendo, un programma che racconti la nostra visione di città e di area pisana, una visione che tutte le varie sensibilità concorrano a delineare e che possano sentire propria".

"Non possiamo presentarci alle cittadine e ai cittadini pisani semplicemente come la sommatoria di sigle e simboli, ma come coloro che insieme condividono idee, valori ed una visione comune.Non sono mai stata un'accanita sostenitrice delle primarie: le ritengo un utile strumento di partecipazione ma penso ci siano momenti talmente delicati da richiedere lo sforzo di trovare una sintesi tra classi dirigenti. Questo non significa decidere la candidatura nella "stanza dei bottoni", ma assumersi la responsabilità di proporre alla città, unitariamente, la donna o l'uomo che crediamo possa declinare al meglio la nostra proposta politica e che riesca non solo a far sentire rappresentate tutte le forze che insieme al Partito Democratico decideranno di percorrere questo tratto di strada, ma che sia capace, in caso di ballottaggio, di parlare anche a coloro i quali non abbiano fatto questa scelta fin dall'inizio."



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