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martedì 17 settembre 2019

Attualità martedì 05 marzo 2019 ore 17:35

I "No Bancarelle" tirano dritto

La vecchia collocazione delle bancarelle

I primi firmatari dell'appello pubblico "Mai più bancarelle in piazza del Duomo" hanno incontrato il sovrintendente alle belle arti e paesaggio



PISA — I primi firmatari dell’appello "Mai più bancarelle in piazza del Duomo" hanno chiesto un incontro sia al sindaco Michele Conti che al Sovrintendente alle Belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno Andrea Muzzi.

Ieri l'incontro con Muzzi, negli uffici di Lungarno Pacinotti.

I promotori hanno illustrato al Sovrintendente le motivazioni che li hanno spinti a proporre l’iniziativa. "Dare voce alla città e far presente che il futuro della piazza non a caso detta dei Miracoli non poteva essere una cosa privata di pochi ma riguardava tutta la città e non solo essa."

"Le migliaia di cittadini che hanno firmato l’Appello (siamo ormai a 2200) - hanno spiegato Valeria Caldelli, Pierluigi D'Amico e Silvia Silvestri - dicono alle istituzioni che indietro non si può tornare, non si può tornare a deturpare la facciata dello “Spedale Nuovo” dopo che la collettività ha speso un milione di euro per recuperare le offese del tempo e dell’uso improprio che per decenni ne è stato fatto".

A tal proposito è stata consegnata al Sovrintendente una documentazione fotografica ( vedi nella gallery ) di come la facciata è stata trovata appena liberata dalle bancarelle. La stessa documentazione sarà consegnata al Sindaco.

"I cittadini chiedono al contrario di andare avanti per eliminare gli elementi di degrado ancora presenti nell'area circostante, quella che l'UNESCO definisce come 'zona di rispetto' – dalle bancarelle di piazza dell'Arcivescovado, Piazza Manin e Largo Cocco Griffi, alla cura delle vie di accesso e degli edifici, alcuni dei quali versano in condizioni di degrado.

Lo chiedono i cittadini e lo prevede la legge che rende impraticabile ogni ipotesi di rientro in Piazza Duomo, arrivando addirittura fino alla possibilità di revoca della concessione del suolo pubblico per le attività commerciali, anche temporanee, incompatibili con le esigenze di tutela", hanno spiegato i firmatari dell'appello. 



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