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venerdì 19 luglio 2019

Attualità mercoledì 27 febbraio 2019 ore 10:47

"Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli"

L'appello di intellettuali, docenti universitari, architetti. Tra i primi firmatari il direttore degli Uffizi, l'archeologo Settis e Antonio Paolucci



PISA — "Ormai da due anni è nuovamente possibile ammirare la piazza del Duomo in tutta la sua straordinaria bellezza. Dopo il restauro della Torre pendente, la pulizia dei suoi marmi, il difficile recupero del Camposanto Vecchio dalle fiamme della guerra, finalmente anche la facciata duecentesca dello 'Spedale Nuovo' è tornata ad essere visibile, ridandoci la gioia e l'emozione di ritrovare l'antico luogo sacro e profano che ha scandito per secoli il tempo di questa città. Non a caso la piazza del Duomo di Pisa si è trasformata per il mondo intero nella piazza dei Miracoli, uno dei 54 siti italiani dell'UNESCO. E proprio questa istituzione l'ha definita 'artisticamente unica per il suo design spaziale', quindi non solo per i quattro capolavori assoluti che racchiude, ma anche per quel suo essere delimitata in un grande spazio compreso tra le mura urbane e il confine estremo dell'antica città, fatto da palazzi e dalla lunga facciata di mattoni rossi che segnava il confine con lo 'Spedale Nuovo' e che oggi delimita l'eccezionale e unico Museo delle Sinopie, dove si conservano i disegni preparatori degli affreschi del Camposanto monumentale".

Comincia così l'appello "Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli", sottoscrivibile su Change.org, in forma cartacea o mandando una mail a maipiubancarelle@gmail.com diffuso da alcuni personalità del mondo della cultura.

I nomi di spicco sono quelli dell'ex ministro dei beni culturali Antonio Paolucci, del direttore degli Uffizi Eike Schmidt e dello storico dell'arte ed ex direttore della Scuola Normale Salvatore Settis.  

L'appello parte da Pisa e gli ideatori sono la giornalista Valeria Caldelli, l'ex assessore all'ambiente Pierluigi D'Amico e la dirigente di Fratelli d'Italia Silvia Silvestri, contraria dunque all'ipotesi della Giunta Conti di riportare le bancarelle in piazza.

Tra i firmatari anche Fabio Beltram, Marco Malvaldi, Chiara Frugoni, Stefano Bruni, Maria Giulia Burresi e molti altri.

"Purtroppo non è sempre stato così - continua l'appello - Per decenni le bancarelle si sono addossate a quel muro, impedendone parzialmente la vista e solo sei anni fa - non senza polemiche e accese diatribe con le amministrazioni che si sono succedute - è stato possibile allontanare le attività commerciali ambulanti. Un restauro lungo e costoso ci ha restituito questo pezzo di storia della città e il 'miracolo' della piazza nuovamente integra.

Da cittadini orgogliosi di un patrimonio che il mondo intero ci invidia ci saremmo aspettati che tutti avessero l'obiettivo prioritario di salvaguardarlo, continuando a impegnarsi per eliminare gli ultimi elementi di degrado ancora presenti nell'area circostante, quella che l'UNESCO definisce come 'zona di rispetto' – dalle bancarelle di piazza dell'Arcivescovado, alla cura delle vie di accesso e degli edifici, alcuni dei quali versano in condizioni di degrado.

Con grande sorpresa dobbiamo invece rilevare che non è così. Proprio nelle ultime settimane abbiamo dovuto assistere alla proposta della ricollocazione delle bancarelle in piazza del Duomo, magari attraverso idee fantasiose, quali l'uso delle Api Piaggio trasformate per l'occasione in 'carretti' pieni di mercanzie, o dietro il paravento della 'soluzione temporanea'.

Ricordiamo, tra l'altro, che nel 2006 l'UNESCO, nel suo rapporto periodico, sottolineava 'lo stato di degrado causato dall'interferenza delle attività commerciali' e come queste impattassero 'con la piena visibilità ed integrità della prospettiva del contesto e del decoro'. Un ritorno delle bancarelle esporrebbe dunque la città anche al rischio di una revoca del riconoscimento di sito UNESCO alla famosa piazza dei Miracoli.

Tutto questo succede nonostante siano intervenute nuove norme (D.L. N. 83 del 31/05/2014 "Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo") che rendono impraticabile una tale prospettiva, arrivando fino alla possibilità di revoca della concessione del suolo pubblico per le attività commerciali, anche temporanee, incompatibili con le esigenze di tutela. Norme che hanno già prodotto intese tra Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Toscana e Comune di Pisa e che partono proprio da questo punto fermo.

Riteniamo dunque necessario che si abbandonino definitivamente i propositi sbagliati e che si sancisca una volta per tutte l'incompatibilità della presenza delle attività commerciali con occupazione di suolo pubblico in piazza dei Miracoli.

Augurandoci che la città possa ancora essere fiera di offrire al mondo intero il patrimonio intatto della sua storia, invitiamo tutti, pisani e no, a far sentire la propria voce, aderendo a questo appello, oppure nelle forme che riterranno più opportune". 



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