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giovedì 24 gennaio 2019

Interviste martedì 28 giugno 2016 ore 16:05

Il neorettore:"Lo studente al centro"

Paolo Mancarella nel suo studio al dipartimento di informatica

Parla a QuiNews il neorettore dell'Università di Pisa Paolo Mancarella:"Più ricerca, autonomia ai dipartimenti, rapporti col territorio"



PISA — Paolo Mancarella, informatico di 57 anni, dal primo novembre entrerà in carica come nuovo Rettore dell'Università di Pisa. Alle elezioni di giugno ha ottenuto quasi il 50 per cento dei suffragi al primo turno e al ballottaggio ha sconfitto l'altro candidato rimasto, di fatto doppiandolo nei voti.

Un bel risultato, non c'è che dire. Un tempo si sarebbe parlato di consenso bulgaro.

"Sorprendente pure per me, anche se sapevo di avere dei buoni consensi. Le confesso che in realtà io a fare il Rettore non ci pensavo neanche, poi tanti colleghi si sono fatti avanti ed eccomi qua."

E' stato prorettore con il suo predecessore Augello ed è considerato un suo delfino.

"Sì, ma non sono stato il "suo" candidato anche se è stata una delle persone che mi ha chiesto di candidarmi. In realtà, lo ripeto, sono stato candidato da un sacco di gente"

Cosa ha penalizzato i suoi avversari Iannacone, Tulli e Aquaro?

"Forse il volersi alleare contro di me già prima del primo turno. Una sorta di patto prematrimoniale che forse a qualcuno non è piaciuto. Ad ogni modo poi contano i programmi"

E il suo cosa dice?

"Tre cose base sono quelle della istituzione dello studente a tempo parziale, cioè garantire il sistema dei crediti anche a chi lavora o ha problematiche familiari o personali particolari. La seconda è dare ancora più impulso alla ricerca, la terza è ridare autonomia ai dipartimenti dopo che la riforma Gelmini aveva costretto ad un accentramento necessario in fase di riassetto"

E con gli studenti?

"Pensi che per la prima volta nella storia una lista studentesca ha annunciato il suo appoggio al sottoscritto. Questo vuol dire che c'è una grande aspettativa e mi sento addosso il peso della responsabilità di dovere dare il massimo per i servizi, la qualità della didattica, la ricerca, le famiglie, l'ascolto alle esigenze di tutti. Non a caso da anni mi adopero per garantire un sostegno agli studenti disabili"

L'ateneo pisano non è messo male a livello di classifiche.

"Sì, ma sono sincero. Credo poco a classifiche che in un anno possono cambiare anche 150 posizioni agli atenei mondiali. In più compariamo modelli diversi, insomma non bisogna farci guidare dalle classifiche"

Ha ragione, però anche la Normale e la Scuola Sant'Anna primeggiano.

"E infatti sono realtà di eccellenza. Ma la casa comune per tutti è l'Università di Pisa. Gli studenti di Normale e Sant'Anna frequentano i nostri corsi e in più hanno l'integrazione del sapere e dei servizi delle due Scuole. Ma la laurea è quella dell'università di Pisa".

L'Università è la prima "industria cittadina". Conta di più il Sindaco o il Rettore?

"Contiamo allo stesso modo e continueremo ad avere un rapporto costante, continuativo e di dialogo col Comune, così come abbiamo fatto negli anni passati"

Però alle volte la convivenza dell'università con la città è difficile e qui tocchiamo il capitolo movida.

"Questo è solo un aspetto della convivenza. Guardi Pisa è una metropoli"

In che senso?

"Abbiamo una cittadella scientifica unica in Italia, l'ospedale, l'aeroporto, il turismo. Un solo problema, 90mila residenti e non un milione. Con gli studenti che sono decine di migliaia. Da qui le dico che la movida è solo uno degli aspetti della convivenza. Io chiedo la collaborazione di tutti gli enti, dal Comune alle Prefettura, alle associazioni, per affrontare le tematiche a 360 gradi, compreso ad esempio quello degli affitti troppo cari"

L'ha sorpresa la Brexit?

"Certo. Ho passato un anno della mia vita a Londra dopo avere vinto una borsa di studio e a Londra è nata mia figlia. E' una delusione clamorosa che però ci dice che l'Europa così com'è va rivista e corretta"

E sui rapporti di area vasta che dice? Ormai l'Università non è più solo a Pisa.

"Il ragionamento che facevo prima va fatto con tutti gli enti e gli attori del territorio dell'area vasta dove l'università è presente. Ci attende ad esempio un riassetto del sistema sanitario dove dobbiamo ragionare in ottiche più ampie"

E non sarebbe il caso di fare conoscere meglio l'università ai pisani?

"Questo aspetto c'è già, ma va implementato. Dobbiamo avere occasioni di confronto e divulgative, far apprezzare un luogo dove si fa cultura e ricerca. Qui abbiamo risultati straordinari ogni giorno e per far parlare di noi non dobbiamo aver bisogno di avere scoperto le onde gravitazionali. In realtà abbiamo punte di eccellenza che forse non sono conosciute a sufficienza. Da qui penso a iniziative di divulgazione semplici e dirette"

Dica la verità, fare il Rettore le comporterà qualche sacrificio.

"Già fatto quando ho svolto l'attività di prorettore. Ho dovuto rinunciare per mancanza di tempo alla mia grande passione per la recitazione. Appena posso mi dedico alla famiglia, alla lettura e alla campagna. Ma il tempo è sempre meno"

Alessandro Turini
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