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domenica 21 ottobre 2018

Attualità giovedì 14 giugno 2018 ore 15:34

In scadenza Imu e Tasi

Il 18 giugno la prima rata. Confermate la tariffe del 2017. Esenti 40mila famiglie pisane, sconti per chi affitta a canone concordato



PISA — Ultimi giorni per l'acconto di giugno (il 18 è il termine ultimo) di Imu e Tasi. I due tributi a Pisa sono rimasti invariati rispetto all’anno scorso. L'Imu (Imposta municipale unica) è il tributo sulla proprietà degli immobili. La Tasi è la Tassa sui servizi indivisibili che serve per le spese di illuminazione, cura del verde, pulizia stradale e per tutti quei servizi erogati dal Comune e utilizzati in generale da tutti i cittadini.

Circa 40 mila pisani, 27mila proprietari di prima casa e 13mila inquilini, sono esenti dal versamento sia dell’Imu, sia della Tasi i proprietari delle abitazioni principali (cosiddetta prima casa), cioè le abitazioni dove si ha la residenza anagrafica e la dimora abituale, o case assegnate al coniuge separato. Le pertinenze all’abitazione principale seguono lo stesso trattamento dell’immobile. Per pertinenze si intendono quelle classificate come C2 (magazzini, depositi), C6 (box, autorimesse) e C7 (tettoie chiuse o aperte). Sono però esentate dal pagamento al massimo tre pertinenze, nella misura di una sola pertinenza per categoria.

I due tributi sono dovuti rispettivamente dai proprietari di immobili sia ad uso abitativo (esclusa l’abitazione principale a meno che non sia di lusso) che adibiti ad altra destinazione. In base alle scelte compiute dall’Amministrazione non è dovuta la Tasi ogni qualvolta l’utilizzatore non coincide con il proprietario, ad esempio se l’immobile è dato in affitto, il proprietario dovrà pagare la sola Imu.

Aliquote Imu: 3,5 per 1000 per abitazione principale di lusso, 4 per 1000 per casa affittata a canone concordato, 7,6 per mille per immobili non produttivi di reddito fondiario, 10,1 per mille per immobili classificati in categoria catastale D, 10,6 per mille per tutti gli altri.

Aliquote Tasi: 2,5 per mille per abitazioni principali di lusso, immobili non produttivi di reddito fondiario, immobili costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita; 1 per mille per fabbricati rurali ad uso strumentale, 0 per gli altri.

Sconti per comodato gratuito e affitto a canone concordato. Se l’abitazione è stata concessa in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado, ed esiste un regolare contratto registrato, la riduzione prevista è del 50%. In quest’ultimo caso, per godere dell’agevolazione, il proprietario deve: risiedere anagraficamente nonché dimorare abitualmente nello stesso comune in cui e' situato l'immobile concesso in comodato; possedere un solo immobile ad uso abitativo in Italia (quello oggetto di comodato), è ammesso il possesso di due immobili ad uso abitativo qualora il secondo rappresenti la propria abitazione principale purché classificata come di lusso.

Per gli immobili dati in affitto a canone concordato in base alla legge 431/98 (questa dicitura deve essere indicata nel contratto), l’aliquota dell’Imu viene ridotta al 75%, in pratica dal 4 per mille si riduce al 3 per mille.

Il versamento dell’acconto per l’anno d’imposta 2018 dovrà essere effettuato entro il 18 giugno, in misura del 50% dell’imposta annua dovuta. A casa non arriva nessun bollettino. Si procede al calcolo autonomamente attraverso i calcolatori on-line sul sito di Sepi oppure con il supporto di un centro di assistenza fiscale. Basta conoscere il valore della rendita catastale del proprio immobile e le aliquote eventualmente per Imu e Tasi dai singoli comuni. L'imposta viene determinata applicando l'aliquota stabilita dal Comune. Il pagamento, da eseguire presso gli istituti bancari o Poste Italiane, deve avvenire attraverso il modello F24.



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