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venerdì 29 luglio 2016

Attualità mercoledì 30 marzo 2016 ore 16:30

Novità nella cura dell'asma

Un congresso sul tema. Tra gli esperti Pierluigi Paggiari, direttore della sezione dipartimentale di fisiopatologia e riabilitazione respiratoria

PISA — “Nuove opzioni terapeutiche nell’asma grave e nella Bpco (bronco pneumopatia cronuca ostruttiva)”. Questo il titolo del congresso che si terrà a Pisa il 1 aprile all’Ac Hotel (via delle Torri, 20 – inizio alle 8.45) di cui è responsabile scientifico il Pierluigi Paggiaro, direttore della sezione dipartimentale di fisiopatologia e riabilitazione respiratoria universitaria dell’Aoup. L’evento ha l’obiettivo di passare in rassegna l’inquadramento diagnostico e terapeutico delle forme più gravi di queste due patologie per valorizzare le competenze specialistiche pneumologiche nella gestione di questi pazienti “difficili” che costituiscono un carico assistenziale elevato per il nostro sistema sanitario

Le forme gravi di asma e di Bpco-broncopneumopatia cronica ostruttiva rappresentano infatti oggi le condizioni cliniche che maggiormente impegnano la pneumologia, per la complessità delle manifestazioni cliniche, l’eterogeneità dei meccanismi fisiopatologici e la necessità di ottimizzazione della terapia. Mentre le forme lievi e moderate, dopo aver definito la diagnosi, tornano alla gestione della medicina generale, i casi più complessi di queste malattie (che si stima rappresentino non più del 20 per cento di tutti i casi di asma e di Bpco), rimangono in carico alla Pneumologia per la necessità di una più accurata valutazione e trattamento e anche per la prescrizione delle nuove terapie con farmaci biologici che a breve saranno disponibili.

Nell’asma grave, l’ottimizzazione della terapia farmacologica con i farmaci inalatori è necessaria prima di prospettare trattamenti con i biologici, vecchi e nuovi, o con la termoplastica bronchiale. Nella Bpco grave, invece, l’uso massimale dei farmaci attualmente disponibili permette di migliorare gli outcomes della malattia e la qualità di vita, ma interventi non farmacologici (riabilitazione adattata ai pazienti gravi, riduzione volumetrica polmonare) e le future terapie biologiche sono spesso necessarie.

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