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Attualità venerdì 19 settembre 2014 ore 14:37

Selva pisana, la riserva Unesco si allarga

Firmato il protocollo d'intesa tra gli enti coinvolti, ma la strada è ancora lunga e punta alla tutela di ampie aree di rilevanza naturalistica



PISA — Potrebbero essere i Monti pisani, le colline livornesi e la pianura di Collesalvetti, i nuovi confini della riserva della biosfera Selva pisana.

In questa direzione, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Ente Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, che si è fatto promotore dell’operazione, le amministrazioni comunali il cui territorio era già incluso dal 2004 nel perimetro della riserva (Pisa, Vecchiano, San Giuliano, Viareggio e Massarosa) e le new entry Calci e Collesalvetti.

Selva Pisana, istituita per la prima volta nell’ottobre 2004 all’interno del Programma Man and Biosphere dell’Unesco, comprende l’area contigua del Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, anche le frazioni di Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone e una fascia di area marina di fronte alla costa a nord del fiume Arno fino a sei metri di profondità.

Le aree esterne ai confini del parco regionale resteranno però tali e non sorgeranno nuovi vincoli di tipo giuridico o urbanistico: la pianificazione rimarrà, infatti, di esclusiva competenza degli enti locali, secondo previsto dalle norme nazionali in materia di gestione del territorio e di urbanistica. L’adesione alla proposta di ampliamento non determina infatti, sulle aree interessate, limitazioni per l’insediamento e l’esercizio di attività antropiche, né alcun effetto sulle previsioni degli strumenti urbanistici che disciplinano le aree d’interesse, o nuovi vincoli. Non si tratta quindi di un’estensione dei confini del Parco o dell’ambito delle sue competenze, ma di una gestione dei beni orientata allo sviluppo sostenibile e alla tutela della biodiversità attraverso forme di partecipazione attiva delle realtà economiche e sociali del territorio.

Il marchio Riserva della biosfera MaB costituisce un elemento di qualità territoriale che, se da un lato non comporta alcun finanziamento da parte dell’Unesco, dall’altro può comunque essere utilizzato dalle amministrazioni nelle proprie attività promozionali per valorizzare, ad esempio, l’offerta turistica.

Gli impegni che, in caso di esito positivo della candidatura, gli enti assumo verso l’Unesco nella gestione dei siti MaB sono di ordine generale e consistono nel raggiungimento di obiettivi di gestione e conservazione di ampie aree di rilevanza naturalistica, che includono le zone a esse limitrofe anche se estesamente antropizzate. Le modalità con le quali tali obiettivi possono essere raggiunti dipendono dalle autorità competenti dal punto di vista giuridico nella gestione dei siti.
Tali iniziative saranno in capo alle amministrazioni locali coinvolte o all’Ente Parco nelle zone di propria competenza, ma nella documentazione che sarà inviata all’Unesco avrà un particolare rilievo l’individuazione di un meccanismo di governance condiviso, ovvero un tavolo di lavoro, una sorta di Comunità della Riserva, tra tutte le amministrazioni e gli enti che fanno parte della Riserva stessa per mettere in comune decisioni e progetti che dovranno essere sviluppati collettivamente.



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