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giovedì 20 giugno 2019

Attualità giovedì 27 novembre 2014 ore 20:32

"No alla privatizzazione dei servizi ambientali"

Usb: "Una politica dei rifiuti orientata alla differenziata, riciclo e riuso può creare occupazione molto più del processo di incenerimento"



PISA — "Tutela dei lavoratori, dell'ambiente e garanzie per i cittadini". Questa è la richiesta dell'Unione sindacale di base in merito alla gestione dei rifiuti: "Il servizio deve essere gestito dal pubblico, non da un privato"

"Nei giorni scorsi -rincara il sindacato- abbiamo letto sui giornali che il sindaco di Livorno, Nogarin, è contrario ad affidare il ciclo rifiuti ad un gestore privato e favorevole alla creazione di un gestore pubblico di cui entrino a far parte tutti i 92 Comuni dell’Ato Costa. Motivo? Lo stesso che sta alla base della battaglia per l’acqua pubblica: il gestore privato anche in tema rifiuti, per la giunta livornese, equivale ad aumento delle tariffe e delle infrastrutture". 

 Ripercorrendo le tappe della vicenda, Usb commenta: "La riorganizzazione dei servizi ambientali in Toscana è stata avviata dalla regione con la legge 61/2007 orientandosi alla creazione di super gestori con un processo di privatizzazione di fatto delle aziende pubbliche ritenute di dimensione insufficiente per essere gestori delle Ato. Tale processo è andato avanti nonostante l'esito del referendum di giugno 2011 che si è espresso fortemente contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali".

"La giunta di Enrico Rossi -proseguono dal sindacato- facendosi schermo della direttiva europea e delle norme privatizzatrici sui servizi pubblici locali ha confermato e proseguito il processo di riorganizzazione e privatizzazione dei servizi ambientali". 

Ato Toscana Costa comprende le provincie di Livorno, Lucca, Pisa, Massa e Carrara, ovvero 4 provincie e 105 Comuni Il gestore unico tratterà spazzamento, raccolta, trasporto, selezione-trattamento- recupero e commercializzazione, smaltimento dei rifiuti.Questo processo riguarda la popolazione delle 4 provincie e i 300 lavoratori delle aziende coinvolte. "Diciamo al Sindaco Nogarin -concludono dall'Usb- e ai sindaci interessati che devono occuparsi del bene pubblico, garantire i cittadini, i lavoratori e l'ambiente. Una gestione privatistica è orientata esclusivamente a garantire gli investimenti e i profitti privati. Ribadiamo quindi la nostra posizione nel chiedere il rispetto del referendum giugno 2011, che i servizi ambientali locali siano gestiti dal pubblico. Una politica dei rifiuti orientata alla differenziata, riciclo e riuso può creare occupazione molto più del processo di incenerimento. Chiediamo garanzia di mantenimento del posto di lavoro ma anche della mansione e del livello contrattuale. L’applicazione del contratto Federambiente deve essere applicato a tutti i lavoratori del settore e le norme di sicurezza e la tutela dei lavoratori e dei cittadini devono diventare una priorità".



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