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lunedì 26 agosto 2019

Sport lunedì 22 agosto 2016 ore 10:09

Il futuro del Pisa tra poche ore

Martedì alle 10,30 l'atteso vertice alla presenza del sindaco Filippeschi tra i consulenti del possibile acquirente Pablo Dana e la proprietà



PISA — Proprietà che sarà rappresentata molto probabilmente dall'avvocato Cecinelli e da Lorenzo Petroni, figlio di Fabio, ancora agli arresti domiciliari.

Il caso Pisa, o meglio il caos Pisa Calcio, sta uscendo dai confini locali e domani a Coverciano è atteso anche un incontro chiarificatore dell'attuale proprietà col presidente della Lega B Andrea Abodi che chiede "Chiarezza".

Una chiarezza richiesta dal sindaco e dai tifosi dopo che la situazione è precipitata poco dopo l'insperata promozione in B. Due soci al 50 per cento ( Petroni, entrato a gennaio e Lucchesi, che aveva rilevato il Pisa dal vecchio presidente Battini ) che iniziano a discutere, fino a che, a fine giugno, dopo quindici giorni di accuse incrociate, il primo acquisisce la quota restante e diventa proprietario al cento per cento, siglando una pace anche con l'allenatore Gattuso, idolo dei tifosi e ideatore di quello che viene definito "Il patto di Gallarate".

Tutto bene? Neanche per idea. Come ricostruito anche oggi sulle colonne del Fatto Quotidiano ( "L'editore ai domiciliari che tiene in ostaggio il Pisa" il titolo del lungo servizio a cura di Carlo Enrico Bigazzi che il giornale dedica a Petroni e al caso Pisa  ) la mazzata arriva a luglio: Petroni, accusato di bancarotta, è finito al centro di un’inchiesta dei pm romani in qualità di presidente di Terravision Rome Airport scarl.

«Sin dal 2006 – si legge nel capo d’imputazione - Fabio Petroni e Marianna Caserta (amministratrice della società) omettevano sistematicamente il versamento di somme dovute a titolo di oneri previdenziali e assistenziali, di imposte e ritenute d’acconto» per un totale di oltre 9 milioni di euro".

La procura aveva chiesto per entrambi l’arresto che il Riesame ha deciso di applicare per Petroni, nonostante questi fosse incensurato. Provvedimento che i legali del presidente del Pisa hanno impugnato in Cassazione, ma il ricorso è stato respinto dai giudici.

Un provvedimento, quello degli arresti domiciliari per Petroni, che a Pisa arriva come un'onda lunga e che sicuramente gioca un ruolo fondamentale nella scelta di Gennaro Gattuso di sbattere la porta e andare via. Siamo al 31 luglio e "Ringhio" dice:"Così non si può andare avanti".

Il resto è storia recente: mobilitazione dei tifosi per l'allenatore più amato degli ultimi anni a Pisa, una trattativa col banchiere Pablo Dana e il suo fondo del Dubai sul punto di spezzarsi ma che domani potrebbe riprendere, altre cordate all'orizzonte.

Ma col grosso punto interrogativo legato a Petroni, che oramai da un mese è ai domiciliari. Il Fatto Quotidiano ne ha ritratteggiato il suo curriculum: "Romano, classe 1960, commercialista, consigliere comunale e poi consigliere di amministrazione per le municipalizzate Ama e Atac, nelle fila del centrodestra".

Poi, dal 2002, la fondazione del gruppo Terravision, che trasporta turisti in autobus dagli aeroporti alle città in tutta Europa. Con tante altre società collegate: una di queste è di editoria, la Britaly Post ed è quella che controlla il Pisa Calcio.

Si tratta di un giornale online in inglese e italiano ( anche la Terravision ha sedi a Londra e Roma ) che non è l'unica avventura di Petroni nel campo della stampa. Secondo il Fatto Quotidiano "A febbraio 2016 Petroni risulta anche in quota a una società che edita il giornale romano La Notizia e ne controlla tuttora la concessionaria di pubblicità".



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