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Attualità venerdì 03 febbraio 2017 ore 16:25

L’illegalità percepita a Pisa

In provincia oltre il 70 per cento delle imprese avverte la presenza di contraffazione e abusivismo. Il 50 è preoccupato del fenomeno usura



PISA — Il tema della legalità assume un valore rilevante in una fase di crisi prolungata del sistema economico. Le difficoltà che quotidianamente affrontano le imprese sul versante produttivo e finanziario, e i conseguenti problemi occupazionali, hanno innescato un vortice che sta alimentando il numero dei soggetti che vengono risucchiati in un circolo vizioso dal quale spesso è difficile uscire. Analizzando i dati Istat colpisce, rispetto alla percezione comune, il numero estremamente contenuto delle denunce all'autorità giudiziaria in provincia di Pisa: quelle per contraffazione, in crescita, arrivano nel 2015 a quota 42, i reati legati alla violazione della proprietà intellettuale scendono nel 2015 ad appena tre unità. Nessuna denuncia, invece, riguarda il reato di usura. Per cercare di andare oltre ai numeri ufficiali, la Camera di Commercio, per il quarto anno consecutivo, ha realizzato un’indagine su 400 imprese della provincia di Pisa per comprendere quale sia la percezione del mondo imprenditoriale su alcuni problemi molto sentiti quali l’usura, la contraffazione, e l’abusivismo.

La crisi economica, e le conseguenti difficoltà delle imprese, hanno avuto effetti tangibili sul mercato del credito facilitando lo sviluppo di forme di prestito “informale” che, sovente, diventa usurario. I dati ufficiali sul fenomeno dell’usura rappresentano spesso solo una piccola parte della storia. Spesso, infatti, l’usura è un’attività controllata da organizzazioni criminali in grado di praticare una azione dissuasiva nei confronti delle vittime. Trovare la forza di denunciare usurai non è comunque una cosa semplice. La quota di rispondenti che nella tornata di indagine del 2016 ritiene che il fenomeno usura sia “reale ed esteso”, e quindi particolarmente grave, rimane ferma sui valori del 2015 (5 per cento) mentre cresce il numero di coloro che ritengono il fenomeno presente: il 45 nel 2016 contro il 32 del 2015). La metà delle aziende pisane ritiene quindi presente, in qualche misura, il fenomeno: un valore decisamente elevato!

A livello settoriale si registrano livelli di percezione superiori alla media del 50 per cento, nel Turismo (66), nell’Industria (63) e nelle Costruzioni (57), mentre più indietro troviamo l’Agricoltura (28).

Altro problema rilevante per il sistema economico è quello della contraffazione. I dati ufficiali relativi al fenomeno in provincia di Pisa, riguardanti i sequestri, evidenziano come dal 2008 al 2015 ci siano sono stati ben 834 requisizioni, pari ad oltre 5,7 milioni di pezzi ed un valore stimato che quasi raggiunge i 34 milioni di euro. Considerando la distribuzione delle diverse tipologie merceologiche, ordinata sulla base dei pezzi sequestrati, si segnala ancora la netta prevalenza degli accessori di abbigliamento, capi di abbigliamento, calzature, apparecchiature elettriche e orologi e gioielli.

I dati dell’indagine condotta nel 2016 su di un campione statisticamente significativo di imprese della provincia di Pisa, segnalano come il 76 per cento di queste ravvisi la presenza della contraffazione con un 17 che crede addirittura che il fenomeno sia particolarmente grave. Si tratta di valori, questi, leggermente superiori rispetto alla media del 2015 quando la presenza di fenomeni di contraffazione toccarono il 73. La percezione dell’esistenza del problema, quindi, non solo rimane molto elevata tra le aziende della provincia di Pisa ma sembra addirittura acuirsi senza particolari differenze a livello settoriale: segno di come il problema interessi un po’ tutti i comparti.

Anche il tema dell’abusivismo, spesso legato alla contraffazione quando si parla di attività commerciali, risulta particolarmente sentito. I dati dell’indagine 2016 segnalano come il 74 per cento delle imprese pisane ritenga presente fenomeni di abusivismo: si tratta in questo caso di una leggera flessione rispetto a quanto registrato nel 2015 (quando la quota era pari all’82 per cento).

Sul risultato complessivo, che pur in diminuzione denota comunque un’elevata percezione del problema, pesano probabilmente sia il cosiddetto abusivismo "legalizzato" (vale a dire la concorrenza di fiere, sagre, feste di paese, mercatini, ecc.) sia altri fenomeni emergenti come, ad esempio, quello degli affittacamere. Tornando al 2016 e considerando la sensibilità dei diversi settori alla questione, pur con valori molto elevati in ogni comparto, spiccano il 90% dell’Agricoltura e valori intorno all’80 per cento per l’Industria ed il Turismo. Il 14 per cento delle aziende pisane ritiene il fenomeno dell’abusivismo reale ed esteso.

“I dati della nostra indagine – afferma il presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini - segnalano come gli imprenditori pisani continuino a percepire la presenza di fenomeni illegali nel sistema economico locale. Pur trattandosi di impressioni – continua Tamburini – i numeri destano più di una preoccupazione perché le percezioni sono una componente fondamentale della fiducia che, a sua volta, è fondamentale per il funzionamento dell'economia. La Camera di Commercio lavora da tempo per contrastare l’illegalità in tutte le sue manifestazioni mettendo a disposizione le proprie banche dati alle Forze dell’Ordine e stimolando la autorità preposte ad intensificare l’attività di controllo.”



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