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Politica martedì 25 ottobre 2016 ore 12:40

Beppe Sardu, il manager che studia da sindaco

Giuseppe Sardu

Proiettato sulla ribalta nazionale dal servizio di Report che ha elogiato i risultati dell'azienda da lui guidata, Giuseppe Sardu incassa consensi



PISA — Consensi trasversali in un partito, il Pd, che a Pisa, nel 2018, quando si voterà per il rinnovo della carica di sindaco, vorrebbe fare tesoro della negativa esperienza vissuta a Cascina, dove le primarie hanno spaccato il fronte dei consensi del centro sinistra e consegnato il comune alla Lega nord.

Per questo i dirigenti locali del partito stanno lavorando su ipotesi ristrette, di alto profilo: se le primarie si dovranno fare, andranno evitate quelle fratricide o troppo numerose, che hanno il solo effetto di dilaniare la base. L'optimum sarebbe individuare un nome, per tempo, sul quale fare convergere tutti i consensi e cercare eventualmente mediazioni.

E qui spunta Giuseppe ( Beppe per tutti ) Sardu. Voleva fare il sindaco già nel 2008, dopo l'esperienza da assessore con Paolo Fontanelli. Ma si trovò la strada sbarrata, senza primarie, dall'attuale primo cittadino Marco Filippeschi, quello stesso che ieri sera, dalla platea televisiva nazionale di Report, lo ha pubblicamente elogiato sottolineandone le doti manageriali e politiche.

Chi vede le cose in maniera sottile ha già sussurrato che si tratta di una sorta di passaggio di consegne. Ma c'è da mettere d'accordo un partito intero e soprattutto aspiranti di primo piano che, prima di tirarsi indietro, giocano tutta la partita anche dopo il triplice fischio.

Uno di questi è Andrea Serfogli: due mandati da assessore con deleghe pesanti, renziano ( anche se della seconda ora ), benvoluto in più ambienti e che, soprattutto, non si sta nascondendo nel volere puntare alla poltrona più alta di palazzo Gambacorti.

Beppe Sardu invece, prima di ricevere l'endorsement televisivo di Report e del giornalista pisano Giuliano Marrucci, ha scelto il basso profilo. Prima ha ricomposto la frattura con Filippeschi accettando il ruolo di direzione sul piano strategico dei comuni dell'area pisana e poi la presidenza di Acque spa, raggiungendo ottimi risultati proprio dal punto di vista tecnico operativo, quello che oggi si chiede sempre più ai primi cittadini: più managerialità e meno politica. Tenendosi ben lontano però dai riflettori e dagli schieramenti interni del Pd.

Non finisce qui, perchè i pretendenti sarebbero una pletora, ma in ballo e in primissimo piano ci sono anche tre pezzi da novanta adesso deputati a Roma ma, chissà, domani possibili candidati sindaci a Pisa. Stiamo parlando ovviamente di Paolo Fontanelli, sempre più presente con iniziative di varia natura in città e molti ricordano i suoi dieci anni da primo cittadino come esempio di grande pragmatismo e crescita per Pisa, Federico Gelli, fedelissimo renziano con importanti ruoli nazionali nel Pd, ma per questo legato anche al cammino politico del premier e della sua parte e Maria Chiara Carrozza, che più volte ha dichiarato di non volerci neppure pensare a fare il sindaco ma che potrebbe essere il nome giusto per mettere tutti d'accordo: donna di eccellenza che proviene dalla società civile, prestata alla politica e, soprattutto, grande amante della città.

Alessandro Turini
© Riproduzione riservata



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Cosa vedeva Santori dal palco e le proposte delle sardine

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