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Politica lunedì 16 luglio 2018 ore 10:25

L'inciampo di Buscemi sull'arte di Keith Haring

Andrea Buscemi di fronte al murale di Keith Haring 'Tuttomondo' (foto da FB)

Un giudizio sprezzante sul murale "Tuttomondo", messo nero su bianco in un libro, ha scatenato nuove proteste social contro l'assessore alla cultura



PISA — Andrea Buscemi, l'attore e regista eletto in consiglio per la Lega e scelto dal sindaco Michele Conti per l'assessorato alla cultura, non deve vedersela soltanto con i 35mila che, avendo firmato la petizione online, gli chiedono le dimissioni per i suoi trascorsi giudiziari.

Decine, forse centinaia, in tutta Italia, sono quelli che da qualche giorno sui social network si dicono offesi e indignati per quanto da lui affidato a eterna memoria nel libro "Rivoglio Pisa. Istruzioni d'uso per un Sindaco" (Eclettica Edizioni, 2018), a proposito del murale pisano Tuttomondo (1989), ultima grande opera pubblica dell'artista Keith Haring tutelata dalla Soprintendenza e visitata da decine di migliaia di persone ogni anno.

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Questo il paragrafo incriminato: "A Pisa si dà risalto in tutti i modi (si stampano manifesti e cartoline, magliette e souvenir di ogni tipo, perfino tazzine, piatti e bicchieri) per pubblicizzare quel modestissimo e banalissimo murale di ispirazione metropolitana che è Tuttomondo del newyorkese Keith Haring, che qualche mente perversa (e profondamente, grottescamente, radical chic) autorizzò una trentina d'anni fa ad essere realizzato su un muro del Convento di Sant'Antonio".

Ad indignare e offendere gli amanti dell'arte contemporanea e non solo, sono soprattutto quel "modestissimo" e quel "banalissimo", superlativi assoluti che non lasciano adito ad interpretazioni. Come può Buscemi, si domandano e gli domandano i suoi detrattori, incapace di comprendere la rilevanza artistica di Tuttomondo, ricoprire il ruolo di assessore alla cultura?

Di fronte alla valanga di critiche (e anche qualche offesa) ricevute tramite social network, Andrea Buscemi ha presto provato a correggere il tiro

"Fra le tante inesattezze che leggo in questi giorni su facebook - ha scritto qualche giorno fa -, ne circola una particolarmente stupida: secondo qualcuno vorrei far cancellare l'opera di Keith Haring Tuttomondo che si trova sul muro del convento di Sant'Antonio. Il delirio nasce da una considerazione che ho scritto nel libro 'Rivoglio Pisa', dove in sostanza mi chiedo perché, oltre al merchandising che viene fatto per quel murale, Pisa non ne fa anche per grandi sue opere straordinarie come il Trionfo della Morte del Camposanto Vecchio o un Crocefisso di Giunta Pisano conservato in San Matteo (che io reputo superiori e, soprattutto, reali esempi di Arte pisana: e qui, se volete, aprite il dibattito)".

Concetti che ha ribadito anche nella conferenza stampa di sabato scorso, sottolineando di volere, in qualità di assessore alla cultura, "valorizzare la pisanita" e "l'arte pisana, dal romanico al Novecento", e giungendo a definire Tuttomondo "una grande opera dell'arte pop" senza però comprenderla nelle bellezze pisane da valorizzare.

Ieri sera, infine, una sorta di ritrattazione, che un po' suona anche come ammissione di colpa. "La levata di scudi in difesa del murale di Haring a Pisa - è tornato a scrivere su Facebook - mi fa piacere (al netto degli insulti contro di me: ma si sa, i cafoni e gli ottusi sono poco gestibili). Ne e' nato un piccolo dibattito sull'arte, inaspettato e ricco di spunti. Ci fa capire che, all'occorrenza, in una città che sembra distratta e appagata, l'arte mantiene il proprio ruolo. Meglio così, viva il murale di Haring! Adesso invito i suoi sostenitori (a cui mi associo anch'io senza riserve) a visitare anche lo splendido affresco sul Trionfo della Morte di Buffalmacco tornato recentemente in Camposanto Vecchio dopo un restauro durato decenni. Un' esperienza emozionante e impagabile. Evviva tutta l'arte!!!"

Eppure, nonostante questa mossa in retromarcia, c'è qualcuno che vorrebbe fargli notare due questioni ancora non del tutto chiarite. Primo: se per arte pisana si intende l'insieme delle opere di artisti pisani, allora Buscemi sappia che presumibilmente Buffalmacco era fiorentino, come la mettiamo? Secondo: le magliette e i gadget dedicati a Tuttomondo vengono prodotti e venduti in tutto il mondo non per pubblicizzare l'opera, bensì perché piacciono a tanti (Buscemi se ne dovrebbe essere reso conto) e c'è chi li compra (Buscemi evidentemente escluso).

Guido Bini
© Riproduzione riservata



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