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domenica 19 maggio 2019

Politica martedì 24 luglio 2018 ore 14:15

"Lo stop alla moschea è solo propaganda"

Alessandra Nardini

La consigliera regionale del Pd Alessandra Nardini bolla come "propaganda ideologica" l'idea della giunta di modificare il regolamento urbanistico



PISA — “Leggo che il Sindaco Conti e la sua Giunta lavorerebbero per bloccare il progetto di realizzazione della moschea di Pisa (Conti al lavoro per bloccare il progetto moschea, ndr). Tutto questo sarebbe perfettamente in linea con la politica leghista: solo proclami e propaganda ideologica”. Così Alessandra Nardini, consigliera pisana del Partito democratico in Regione, commentando le notizie sulla volontà della giunta del Comune di Pisa di lavorare per bloccare la costruzione della moschea e del centro islamico. 

“Ci ripropongono lo stesso film già visto a Cascina - argomenta la consigliera dem -, non portano avanti progetti utili alla comunità, ma si limitano a fomentare odio e paura governando il fuoco dell’ideologia e dell’esclusione di culture e storie diverse. Negare il via libera sarebbe un vero e proprio oltraggio a donne e uomini che fanno parte della comunità di Pisa e che hanno diritto, come tutti, a praticare il proprio culto religioso nei luoghi più consoni”.

“Come ho più volte detto - conclude Nardini - vorrei che il dibattito da ‘moschea sì/moschea no’ si trasformasse in un’opportunità d’integrazione, sono favorevole alla costruzione di luoghi di culto per confessioni religiose diverse dalla mia perché sono favorevole al futuro cosmopolita delle nostre città. La politica e le istituzioni devono saper leggere e rispondere alle esigenze della comunità, nella sua pluralità senza nessun tipo di discriminazione, come ci ricorda la nostra bellissima e preziosissima Costituzione. Solo favorendo la piena integrazione di tutti, qualunque sia la confessione religiosa, costruiremo una società dove ognuno possa essere protagonista attivo della realtà in cui vive, possa sentirsene parte. Per questo non sono accettabili né tollerabili discriminazioni, polemiche strumentali e demagogia su questo tema”.



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