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Attualità martedì 01 dicembre 2020 ore 17:00

Covid, la terapia intensiva aperta alle visite

Paolo Malacarne

La scelta di Paolo Malacarne, primario a Cisanello:"Umanizzazione delle cure al tempo del Covid, con prudenza e buon senso"



PISA — Da alcuni giorni, in una terapia intensiva Covid dell'ospedale di Cisanello a Pisa, i parenti possono visitare i pazienti. 

Lo fanno "Con prudenza e buon senso", come ha spiegato il primario Paolo Malacarne, che ha rimarcato la necessità di "Umanizzare le cure al tempo del Covid". Malacarne dirige da anni il reparto di rianimazione dell'azienda ospedaliero universitaria pisana e, dal 26 ottobre scorso, ha anche la responsabilità della gestione di una terapia intensiva Covid con otto posti letto. 

I parenti entrano con i dispositivi di protezione individuale, vengono attentamente seguiti dal personale e possono sostare dai familiari per poco tempo. Però vanno nel reparto Covid e possono vedere i loro cari.

"Da molti anni nella Rianimazione dove lavoro, i familiari dei malati ricoverati possono entrare dalle 12,30 alle 23,30 ininterrottamente, sedendosi accanto al letto del malato, sia esso in coma o sveglio: è la cosiddetta “Terapia Intensiva aperta”, che in tutti questi anni non ha generato una sola infezione in più né una sola denuncia in più, ma ha invece generato una umanizzazione delle cure tale per cui, paradossalmente, quando trasferiamo i nostri malati nei reparti di degenza ordinaria dove “il passo” è molto più restrittivo, i familiari e i malati stessi vivono una separazione non spiegabile", ha raccontato Paolo Malacarne su facebook

"E nella Terapia Intensiva Covid di 8 posti letto che abbiamo in gestione dal 26 Ottobre a Cisanello, sopra la Rianimazione ? Perché non dare la possibilità, “con prudenza e buon senso” a 1 familiare, per 20-30 minuti al giorno, alternando in relazione alla logistica del reparto l’ingresso a 2-3 familiari al giorno, in modo che ciascun malato possa ricevere una visita ogni 2-3 giorni ? Non sarà certo un problema di Dispositivi di Protezione, visto che oggi per fortuna ne abbiamo; e non sarà neppure un problema di rischio di contagio: come ci “bardiamo” noi sanitari, come si “bardano” le nostre compagne di strada dell’impresa di pulizie, allo stesso modo possiamo farlo fare ai familiari, sotto la nostra attenta supervisione", ha scritto ancora il medico.

"Quindi…l’abbiamo fatto, e da una ventina di giorni nella nostra Terapia intensiva. Covid entrano i familiari, “con prudenza e buon senso”, ma anche con “rispetto e sensibilità umana”.

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