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Attualità Giovedì 02 Aprile 2026 ore 18:50

La testa di un lupo esposta lungo la strada

Macabra scoperta tra Cascina e Coltano. Wwf ed Enpa denunciano l'accaduto: "Rafforzare i controlli sul bracconaggio, azione perseguibile penalmente"



CASCINA — Lungo l'Arnaccio, nel tratto tra Cascina e Coltano in provincia di Pisa, è stata esposta verosimilmente per alcuni giorni una testa mozzata di un lupo. Un gesto macabro e crudele, denunciato da Wwf Italia, che ha spiegato come sull'episodio stiano indagando i Carabinieri Forestali.

"Episodi di questa natura non possano essere letti come fatti isolati - ha spiegato Luciano Di Tizio, presidente di Wwf Italia - si inseriscono in un clima crescente di allarme e ostilità nei confronti del lupo, alimentato negli ultimi anni da una narrazione distorta e sensazionalistica da parte di alcuni media e da posizioni politiche che hanno contribuito a costruire la percezione del lupo come emergenza".

In questo contesto, secondo Wwf Italia, il declassamento dello stato di protezione della specie è un segnale estremamente pericoloso che favorisce atti di questo tipo, ribadendo come qualsiasi azione illegale contro il lupo sia perseguibile penalmente. "Chiediamo alle istituzioni di rafforzare le attività di controllo e repressione del bracconaggio - ha concluso Di Tizio - ma anche di investire in informazione corretta, prevenzione dei conflitti e strumenti di coesistenza tra attività umane e grandi carnivori".

Al Wwf si è aggiunto anche l'Enpa. "Un gesto macabro e scioccante, sul quale stanno indagando i Carabinieri Forestali e che appare a tutti gli effetti come un atto di bracconaggio accompagnato da un chiaro intento intimidatorio - hanno scritto dall'associazione animalista - si tratta di un episodio gravissimo, un gesto di inaudita crudeltà che manifesta tutto l’odio possibile contro il lupo".

"Il lupo è una specie protetta e svolge un ruolo fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi naturali - hanno concluso - tuttavia, negli ultimi anni è diventato bersaglio di una crescente campagna di odio, spesso alimentata da allarmismi infondati e da posizioni antiscientifiche che rifiutano il principio della convivenza tra uomo e fauna selvatica. Il pianeta non appartiene solo all’uomo, ma a tutte le specie animali che lo abitano".


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