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Attualità mercoledì 01 luglio 2015 ore 11:05

"700 sfratti in un anno"

La preoccupazione di Cgil: "scaduta la miniproroga delle esecuzioni per le famiglie di anziani, portatori di handicap, con minori e malati terminali"



PISA — "I dati del 2014 sugli sfratti continuano a confermare che questa emergenza sociale è ormai da tempo fuori controllo e che a poco servono gli interventi, scarsi e di poco respiro, sinora messi in campo". Almeno secondo la Cgil, che in una nota esprime il suo disappunto.

"A livello nazionale - si legge-aumentano del 5,7 per cento gli sfratti per morosità, del 14,7 le richieste di esecuzione, a conferma di un sistema abitativo che non funziona o, peggio ancora, continua a puntare su soluzioni come la proprietà della casa, che nulla hanno a che fare con la risposta ad una domanda che si è progressivamente impoverita".

E la provincia di pisa non sarebbe esonerata da questo andamento: "nel corso del 2014 sono stati emessi 703 provvedimenti di sfratto: 43 provvedimenti per finita locazione (17 nel capoluogo e 26 nel resto della provincia) e 660 provvedimenti per morosità (191 nel capoluogo e 469 nel resto della provincia)".

Ieri, 30 giugno, è scaduta la miniproroga delle esecuzioni concessa per le famiglie di anziani, portatori di handicap, con minori e malati terminali. "Queste famiglie -dicono dal sindacato- in assenza di un nuovo e reale efficace provvedimento, dovranno subire lo stillicidio dell'Ufficiale Giudiziario e della forza pubblica. Nessuna delle misure messe in campo dal Governo ha dato il minimo risultato"

Secondo Cgil "se non si prende atto immediatamente della necessità di inserire la politica abitativa tra le priorità dell'azione di Governo definendo un vero e proprio piano pluriennale fatto di risorse certe e continuative, riforme legislative e analisi quantitativa e qualitativa dei segmenti di fabbisogno, non si uscirà dalla situazione di emergenza cronica in cui versa da troppi anni il settore abitativo. Il pericolo è quello di alimentare tensioni sociali e guerra fra poveri. Per questo è necessario intervenire subito".

Come affrontare l'emergenza abitativa: la ricetta della Cgil vede "un piano pluriennale di edilizia sociale, una revisione della legge sulle locazioni che punti, attraverso la contrattazione collettiva e la leva fiscale, ad abbassare il livello degli affitti privati e ad aumentare l'offerta, una dotazione finanziaria certa e continuativa per permettere programmazione degli interventi e sostegno diretto agli inquilini in difficoltà."


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