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Politica giovedì 09 gennaio 2014 ore 17:10

Altri comuni chiedono di fondersi: la Toscana non è più terra dei municipi?

Il Governatore Rossi oggi in visita al nuovo comune di Crespina e Lorenzana



CRESPINA E LORENZANA — "Per la guida del Touring la Toscana rimane la terra dei municipi. Ma con sedici comuni che hanno scelto di fondersi e diventeranno quattro, in parte questo luogo comune è stato sfatato".

Ne è certo, il presidente della Toscana Enrico Rossi che oggi ha visitato due delle otto nuove amministrazioni nate dalla fusione dei comuni.

Nella provincia di Pisa il Governatore è stato per incontrare ex sindaci e commissari prefettizi di Crespina e Lorenzana e Lari e Casciana Terme. "Questo è il segno che una nuova strada è stata tracciata – dice l'assessore Bugli – anche perché le richieste di comuni che vorrebbero fondersi continuano ad arrivare". E se si considera che la Toscana, nonostante tutto, conta molti meno comuni di tante altre Regioni, esito della razionalizzazione messa in atto già dal granduca Leopoldo nel Settecento, quei sedici comuni diventano un numero ancora più pesante.

"Visti i vantaggi, i contributi e le deroghe al patto di stabilità, i risparmi che potranno arrivare dalle economie di scala ed una migliore organizzazione dei servizi – sostiene Bugli – chi ha scelto di non fondersi ha perso un'occasione. Non cambio però idea e ritengo doveroso che siano le singole comunità a decidere il loro futuro. Magari vedere cosa succederà in questi nuovi comuni farà loro cambiare idea in futuro".

“La nostra è una visita di cortesia – ha poi sottolineato Rossi -, ma anche l'occasione per confermare disponibilità e collaborazione della Regione nella fase delicata in cui ciascun commissario prefettizio, assieme agli ex sindaci, dovrà in questi mesi unificare le diverse strutture comunali di partenza. Aggregarsi – ha aggiunto - sarà una scelta sempre più inevitabile in futuro. Qui si è giocato e vinto una partita di coraggio, resa magari più appetibile anche dagli incentivi regionali”. Ogni Comune che l'anno scorso ha scelto di fondersi può contare infatti in Toscana su 250 mila euro di contributi straordinari, per cinque anni, da parte della Regione. Sono 500 mila euro l'anno per ciascuno dei due nuovi comuni. "Soldi che, grazie ad una modifica alla legge finanziaria – puntualizza l'assessore Bugli -, arriveranno già nelle prossime settimane". Soldi a cui si sommeranno dal 2015 maggiori finanziamenti dello Stato, ovvero un 20% in più, per dieci anni, dei trasferimenti erariali concessi nel 2010. E poiché per tre anni i nuovi Comuni saranno esentati dal rispetto del patto di stabilità, è evidente come questo consentirà di metter gambe ad investimenti e progetti bloccati da tempo.

Dalla provincia di Pisa, l'assessore al Diritto alla salute Luigi Marroni assicura che non ci sarà "Nessuno smantellamento della sanità a Pisa. Chi lo dice fa solo strumentalizzazione politica. La guardia medica non sparisce e la sicurezza dei cittadini non è messa in alcun modo in discussione".

"Come hanno già spiegato il direttore della Asl 5 Rocco Damone e il presidente dell'Ordine dei medici di Pisa Giuseppe Figlini - chiarisce l'assessore - la guardia medica sarà attiva regolarmente, semplicemente i medici opereranno nella sede scelta in base al bando scaduto nel settembre scorso. L'obiettivo perseguito dalla riorganizzazione - sottolinea l'assessore - è quello dell'integrazione tra i medici di famiglia e la guardia medica, che attraverso il lavoro comune garantiranno la vera continuità assistenziale per le 24 ore, come previsto anche dal nuovo Piano sanitario e sociale integrato di prossima approvazione".


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