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Attualità mercoledì 12 agosto 2015 ore 15:49

Blitz di Goletta Verde al rigassificatore

L’imbarcazione arriva in Toscana e chiede al Governo di rivedere le scelte di politiche energetiche abbandonando definitivamente le fonti fossili



PISA — "È inaccettabile che i cittadini paghino progetti privati fallimentari. Il Governo cambi finalmente le sue scelte in materie di politiche energetiche, eliminando innanzitutto i sussidi alle fonti fossili spostando le risorse sui piccoli impianti da fonti rinnovabili. È assurdo continuare ad emanare decreti che di fatto bloccano il futuro dell’Italia e la sua strada verso un futuro 100 per cento rinnovabile".

È la richiesta che arriva da Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente a tutela del mare e delle coste italiane, che oggi è arrivata in Toscana. Proprio in occasione della prima tappa in regione, gli attivisti dell’associazione hanno effettuato un passaggio nei pressi dell’impianto off shore per la rigassificazione del gas naturale liquefatto al largo della costa tra Livorno e Pisa, esponendo lo striscione “E io Pago..” .

“La storia del rigassificatore Olt è esemplare della fallimentare storia italiana di progetti privati nel campo delle infrastrutture, senza valutazioni serie e controlli. Questo impianto – spiega Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - ha visto lievitare i propri costi di costruzione di oltre 500 milioni di euro, mettendo in evidenza tutte le criticità di un progetto sbagliato. Sono le bollette degli italiani a pagare oggi i costi di questo intervento, dopo che è stato riconosciuto come infrastruttura strategica e, come tale, avente diritto a una garanzia sui mancati ricavi. Il meccanismo di legge prevede di beneficiare di una copertura fino a un massimo del 64 per cento dei costi riconosciuti in caso di completo inutilizzo dell'impianto. L'onere in bolletta viene stimato tra i 70 e i 90 milioni di euro all'anno. Oggi, anche in Toscana, dovremmo concentrarci sulle rinnovabili, sull'efficienza, sugli investimenti nell'innovazione, sulle smartgrid e, più in generale, su un sistema energetico basato su piccoli impianti distribuiti sui territori in grado di produrre quell’energia di cui la comunità locale ha davvero bisogno”.



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