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Attualità Mercoledì 23 Settembre 2026 ore 10:14

Ecco il nuovo frantoio di Santa Luce

Nasce dall'esigenza di sostituire il vecchio impianto, obsoleto e oneroso sul piano manutentivo, mira ad attivare nuova sinergia con il territorio



SANTA LUCE — Inaugurato il nuovo frantoio della Coop Produttori Agricoli Pieve Santa Luce. Gli impianti di via delle Colline segnano una tappa fondamentale per la filiera olivicola locale nel segno di quattro valori guida: terra, cooperazione, tradizione e innovazione.

All’inaugurazione hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria ed esperti del settore. L’apertura dei lavori è stata affidata ai saluti del presidente della Cooperativa, Luca Fornai, e della sindaca di Santa Luce, Giamila Carli, a cui sono seguiti gli interventi del professor Amedeo Alpi (Accademia dei Georgofili), di Francesco Bertanzon (presidente del Distretto Rurale), Stefano Berti (direttore GAL Terre Etrusche) e Gennaro Giliberti (dirigente Agricoltura della Regione Toscana). A prendere la parola sono stati poi Cinzia Pagni (CIA Etruria), Paolo Rossi (Confagricoltura) e Marco Pacini (Coldiretti), prima delle conclusioni affidate a Stefania Saccardi, presidente del Consiglio Regionale della Toscana.

Il nuovo frantoio nasce dall'esigenza di sostituire il vecchio impianto, obsoleto e oneroso sul piano manutentivo, come ha spiegato lo stesso Luca Fornai: "Nel 2025 abbiamo constatato che la struttura esistente richiedeva interventi non più sostenibili. Con un investimento superiore ai 400.000 euro più Iva, reso accessibile grazie a un contributo regionale del 65%, offriamo oggi un servizio all'avanguardia ai nostri oltre 400 soci. L’obiettivo ora è raggiungere il record storico di 10.000 quintali di olive molite".

Tra i produttori si respira forte ottimismo per l'imminente campagna e per le prospettive del comparto. L'olio extravergine è un pilastro identitario della Toscana: per questo la Regione ha destinato risorse prioritarie all'ammodernamento dei frantoi, consapevole che l'eccellenza del prodotto finale si gioca tanto sulla bontà delle olive quanto nella tempestività e accuratezza della trasformazione. "Questo intervento è stato realizzato grazie alle risorse del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) a cui avevamo dato priorità nella nostra programmazione - ha ricordato a margine dell’incontro Stefania Saccardi -, proprio perché i frantoi sono un elemento determinante per garantire l'alta qualità dell'olio".

Un’opera dal profondo valore sociale e territoriale per i 407 soci riuniti nella cooperativa, come ha sottolineato la sindaca di Santa Luce, Giamila Carli: "È una giornata che mi riempie di orgoglio. La nostra è una comunità tenace e ruvida, e questo frantoio premia la dedizione di chi si prende cura di un paesaggio straordinario. In una fase complessa per la cerealicoltura, l'olivicoltura rappresenta una concreta opportunità di riscatto e crescita".

Un percorso virtuoso che ha dovuto superare anche complessi snodi burocratici, come evidenziato negli interventi che si sono susseguiti, tutti concordi nel ribadire la centralità dell'olio toscano: un'eccellenza che trae forza da doti organolettiche inimitabili e da un profondo legame con la terra. Inseguire omologazioni o sperimentazioni snaturanti risulterebbe controproducente anche sul piano economico, esponendo il settore alla concorrenza di oli industriali o esteri a basso costo.

Intervenuta anche la vicepresidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi che ha rilanciato la necessità di un cambio di passo che coinvolga consumatori e ristorazione: "Serve una vera e propria battaglia culturale. Spesso riponiamo più attenzione alla qualità dell’olio per l’automobile che a quello che portiamo in tavola. Dobbiamo promuovere con decisione la carta degli oli nei ristoranti e contrastare l'uso di bustine monodose anonime e scadenti. L'olio buono toscano va spiegato, raccontato e valorizzato come merita".

Dopo la benedizione del nuovo impianto impartita da don Ilario, parroco di Santa Luce e Pieve, la giornata si è conclusa con una conviviale tavolata a base delle eccellenze gastronomiche locali.


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