Attualità Martedì 29 Settembre 2026 ore 16:00
Gerico e Pisa unite per far studiare Tala e Amin

Due studenti della città della Cisgiordania potranno imparare l'italiano e iscriversi a Medicina e Chirurgia nell'ambito del gemellaggio tra le città
PISA — Il gemellaggio ormai lungo più di un quarto di secolo tra Pisa e Gerico, città della Cisgiordania, si è rinnovato grazie a due giovani studenti. Le due città, infatti, hanno sottoscritto oggi, martedì 29 Settembre, una convenzione per l'accoglienza e il sostegno di due giovani, un ragazzo e una ragazza, Tala Isaid e Amin Fetyani, che studieranno nel corso di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa.
L’iniziativa rientra nelle attività previste dal progetto "Pisa Per la Pace", attivo dal 2025, che ha l’obiettivo di rafforzare lo scambio culturale e per promuovere una riflessione sul tema della Pace e dei diritti umani.
La convenzione è stata sottoscritta dal sindaco Michele Conti e dal suo omologo di Gerico, Salem Ghrouf, oltre che dal presidente della Provincia, Massimiliano Angori, dal rettore dell’Università, Riccardo Zucchi, e dal consigliere di amministrazione dell’Azienda regionale per il Diritto allo studio, Mauro Bellandi. "Oggi, in una fase di conflitto, siamo dunque particolarmente felici di poter dare un contributo per sostenere e costruire il futuro di due giovani studenti - ha detto il sindaco Conti - nelle ultime settimane si parla forse meno del conflitto mediorientale, ma la situazione resta critica e complessa. Questa convenzione rappresenta certamente una piccola cosa, ma darà concretamente la possibilità a due giovani di venire nella nostra città e studiare medicina. L’obiettivo è consentire loro di formarsi e poi, un giorno, tornare nella loro terra per mettere a disposizione quanto avranno imparato e contribuire a un territorio oggi in grande difficoltà, ma dalla storia millenaria".
"La convenzione ci permetterà di accogliere altri due giovani palestinesi, offrendo loro la possibilità concreta di studiare a Pisa e costruire qui una parte del proprio futuro - ha commentato il rettore dell’Università, Riccardo Zucchi - è un nuovo tassello di un impegno più ampio che l’Ateneo porta avanti da tempo, insieme a molte istituzioni, tra cui il Ministero dell’Università e della Ricerca, per attivare corridoi umanitari e sostenere studentesse e studenti provenienti da aree di crisi e di conflitto".
È prevista una prima fase con l’attivazione di un percorso di formazione linguistica al Centro linguistico dell'Ateneo, finalizzato all'ottenimento del livello B2, con il successivo accesso al percorso universitario nel 2027/2028.
"È un segnale concreto di sostegno, solidarietà e speranza per il popolo palestinese - ha concluso il sindaco Ghrouf - un’opportunità per guardare avanti, formarsi e, in futuro, mettere le proprie competenze al servizio di chi ha bisogno di cure. Per noi significa sapere di non essere soli, che c’è qualcuno che pensa a noi e ci incoraggia ad andare avanti. Vogliamo dare un messaggio di pace, condannare la violenza da qualunque parte provenga e contribuire a formare una generazione che ami la pace, rispetti le altre culture e religioni e possa costruire un futuro migliore di quello che stiamo vivendo oggi".
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