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lunedì 26 agosto 2019

Attualità mercoledì 25 febbraio 2015 ore 09:05

"Amministrazione assente, città alla deriva"

"L'ira funesta" degli Amici di Pisa: "Dopo la perdita dell'aeroporto, si chiude nel silenzio generale anche la Banca d'Italia. A rischio anche l'Inps"



PISA — "A Pisa la politica si preoccupa di rigenerare se stessa, poco importa se la città viene fatta oggetto di cupidigie provenienti da Firenze, Pontedera e Livorno". Puntando il dito contro la politica pisana, che definiscono "corrosa dall’assenza di un reale governo del territorio", gli Amici di Pisa condannano le scelte dell'amministrazione in materia dell'aeroporto e non solo: 

"Musei dei lungarni che staccano neanche 100 biglietti al giorno, chiese storiche in bricioli, manto stradale distrutto, abusivismo commerciale e predoni vari, cantiere delle antiche navi pisane non pervenuto, ogni sviluppo edilizio è azzerato. Ed ancora, l’aver ceduto ogni occasione di disegnare uno sviluppo autonomo dell’aeroporto, mancanza di marketing turistico di qualità, di attività di incoming economico mondiale, della Tangenziale Nord Est, di un Comune Unico Pisano da 200mila abitanti capace di far rispettare il territorio pisano come una vera polis come lo fu nel Medioevo, che con le sue oltre 100 torri incuteva meraviglia e rispetto".

Con queste premesse, gli Amici di Pisa fanno appello ai cittadini in vista delle regionali: "Ricordatevi chi sono coloro che hanno ceduto il Galilei ai fiorentini approvando il piano di fusione basandosi soltanto su promesse e nessuna certezza legislativa".

Una sorte, quella dell'aeroporto, che secondo l'associazione toccherebbe anche all'Inps e alla Banca d'Italia con gli accorpamenti a Pontedera e Livorno.

"Pisa è alla deriva -esclamano dall'associazione- Lo si vede passeggiando per la città, guidando l’auto o pedalando in bicicletta, si vede parlando con gli operatori economici. La politica cittadina si occupa dell’ampiezza del proprio ombelico invece di costruire una Pisa più grande, forte e vivace".

"La politica pisana -esortano concludendo- faccia il suo lavoro come lo fanno Pontedera, Livorno e Firenze, per di più alle spalle di Pisa. Perché la politica pisana si nasconde dietro gli archi delle Logge di Banchi?"



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