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​Il Casino dei Nobili di Pisa: esordio e declino di uno dei salotti dell'alta società

Il Casino dei Nobili sorse nella metà del Settecento e fu istituito per le attività ricreative dell’aristocrazia



PISA — Se si guarda all'attualità va rilevato che la tradizione del gioco d'azzardo risulta essere lontana dalla mentalità del pisano medio. La distanza geografica tra Pisa e i casinò fisici presenti sul territorio italiano fa sì che lo sparuto gruppo di giocatori presente in città si ritrovi a tentare la fortuna all'interno delle sale gioco virtuali di Voglia di Vincere casinò online. Andando a ritroso nel tempo però scopriamo che in realtà in città era presente una sorta di casinò clandestino in cui, tra le altre attività, si soleva giocare d'azzardo. Il palazzo in questione si chiamava Casino dei Nobili perchè era frequentato soltanto dalla Pisa bene nel periodo storico a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo.

Il periodo di attività del Casino dei Nobili

In quel tempo ormai lontano, pare che la vita mondana di Pisa si racchiudesse in un antico edificio chiamato Casino dei Nobili, considerato il tempio delle attività ricreative e salottiere dei nobili pisani dell'epoca. L'edificio, il cui porticato è sormontato da una facciata elegante e raffinata, fu aperto nella seconda metà del '700, in un periodo economico alquanto fiorente in cui la cittadina era meta di turismo insieme a Bagni di San Giuliano. All'interno del circolo ricreativo venivano date feste lussuose, serate danzanti e serate culturali a cui partecipavano le famiglie più in vista e i loro illustri ospiti provenienti dall'Italia e dall'estero. Come spesso avviene in questi casi, avevano libero accesso al palazzo un ristretto gruppo di uomini perbene, dame, ufficiali e forestieri, questi ultimi erano muniti di un accompagnatore che facesse da garante sull'onorabilità della loro persona. Nonostante il Casino fosse un luogo di ritrovo riservato alla sola èlite culturale al suo interno non mancavano le deroghe all'etichetta soprattutto quando si giocava d'azzardo; infatti in quel momento gli animi si infervoravano e i gentili cavalieri accantonavano le buone maniere per dare sfogo a modi focosi e passionali che esulavano palesemente dalla buona creanza.

Il declino dal periodo napoleonico fino ai giorni nostri

Durante il periodo napoleonico (1852) ebbe inizio il declino del Casino dei Nobili che venne ceduto e sostituito con l'apertura delle Stanze Civiche ad opera di una società borghese che accolse abbienti cittadini senza fare però distinzioni di appartenenza ad una determinata classe sociale. Il declino era inevitabile in quanto la selezione degli ospiti non poteva più basarsi su metodi considerati fuori dal tempo moderno verso cui la città era proiettata. Il palazzo si presenta con piano terreno caratterizzato dal bugnato e dai portici su cui si erge la facciata rosa con una lunga terrazza caratterizzata da una balaustra bianca che abbraccia per intero la facciata. Al centro della terrazza spicca un grande portale con colonnine laterali su cui si estende un arco a tutto sesto con raffinate decorazioni di stucco, accanto al portale principale si possono ammirare altri due portali che sono sovrastati ognuno da un timpano. All'ultimo piano ci sono tre finestre anch'esse provviste di timpano decorativo. Il turista desideroso di visitare l'edificio dalla facciata rosa deve recarsi in via Notari. 


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