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Cronaca lunedì 07 aprile 2014 ore 17:05

Il dolore si controlla da chip

Primo trapianto d'Italia oggi a Pisa​ di un microstimolatore sotto pelle per il controllo del dolore cronico nei pazienti che non rispondono farmaci



PISA — Un microstimolatore da applicare sotto pelle per il controllo del dolore cronico nei pazienti che non rispondono ad alcun farmaco e ad alcuna terapia.
Il primo trapianto di questo chip è stato effettuato oggi a Pisa, all’ospedale Santa Chiara, nell’Unità operativa di Terapia del dolore dell’Aoup diretta da. Paolo Poli.
Il microstimolatore iniettabile è frutto di una stretta collaborazione con i bioingegneri che hanno messo a punto l’innovativo sistema nei laboratori di ricerca della California.
“Le applicazioni delle biotecnologie e nanotecnologie in campo sanitario – dichiara Giuliano De Carolis, che ha effettuato l’impianto - stanno producendo un grande impegno verso la miniaturizzazione dei dispositivi attualmente in uso per il controllo del dolore e il miglioramento delle loro performance. Il sistema di microstimolazione che abbiamo impiantato è costituito da un microfilo del diametro di circa 1 millimetro e della lunghezza di circa 10 centimetri che contiene al suo interno un microchip in grado di decodificare i comandi trasmessi dall’esterno con sistema wireless e di commutarli in segnali elettrici da rinviare direttamente ai nervi e ai tessuti biologici. La particolarità dell’innovativo sistema è che i nuovi microstimolatori sono molto piccoli e sfruttando la tecnologia wireless possono essere impiantati senza la necessità di fili di connessione e batterie interne, come invece avviene con i tradizionali neuro stimolatori. I microstimolatori iniettabili, inoltre, vengono posizionati con anestesia locale tramite un apposito ago senza la necessità di procedure chirurgiche invasive. Questo ovviamente riduce drasticamente le possibili complicanze operatorie nonché i tempi di procedura e i relativi costi economici, offrendo anche la possibilità di impianto a quei pazienti che, per diversi fattori di rischio, non potrebbero essere sottoposti a una procedura chirurgica per il posizionamento di uno stimolatore di tipo tradizionale”.


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