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Attualità sabato 26 settembre 2015 ore 08:16

Incentivi all'esodo per lasciare la base

La bufala sulle assunzioni ha scatenato un boom di telefonate a Camp darby. Ma la realtà è un'altra: via a 31 licenziamenti, chiuderà anche la clinica



PISA — "Ma quali assunzioni? qui sono previsti dei licenziamenti, incentivi all'esodo e chiuderà anche la clinica". Il rappresentante Cisl dei lavoratori di Camp Darby Vittorio Salsedo smentisce la notizia di qualche giorno fa circa nuove possibilità di di lavoro nella base americana.

"31 civili verranno mandati a casa" precisa Salsedo. Tra questi ci sono anche 3 dipendenti di Afes e 4 dipendenti della clinica che dovranno lasciare rispettivamente il campo a novembre e aprile prossimi.

Insomma, quella delle assunzioni sarebbe una vera e propria bufala e sul sito internet usajobs.gov quell'annuncio sarebbe là da un po'. "Un anno fa -spiega Salsedo, che è anche segretario provinciale della Fisascat Cisl- è stato comunicato un esubero di personale nella base che a gennaio è stato quantificato nella misura di 37 persone, sceso a 24 nei mesi successivi". Giovedì 24 c'è stato un incontro con il vicecomandante della base di Vicenza, della quale Camp Darby è satellite, nel corso del quale i 24 licenziamenti sono stati confermati.

"E' sbagliato pensare che questi licenziamenti investiranno solo i civili italiani, perché loro (i civili italiani) sono là ad offrire servizi ai militari americani -sottolinea Salsedo-. La clinica ne è un esempio lampante. E da aprile, dopo i licenziamenti al suo interno, dal quale si salveranno solo gli interpreti, la base dovrà appoggiarsi a una clinica esterna, probabilmente a quella di San Rossore".

Da gennaio poi, è in corso anche il trasferimento di decine di americani, sia civili che militari, in altre basi Usa.

Come avvenuto nel 2012, quando ben 68 persone lasciarono la base, anche per questo round di licenziamenti è previsto un incentivo all'esodo e l'ipotesi di ricollocamento all'interno di un'altra base. Ad esempio, se dovesse liberarsi un posto di lavoro nella base americana di Vicenza, i primi ad essere chiamati sarebbero gli ex dipendenti di Camp Darby che, comunque, potrebbero anche essere ricollocati all'interno della stessa base in futuro.

"Ma non è solo la base di Camp Darby a subire i tagli -conclude Salsedo- la stessa cosa sta avvenendo in altre basi americane In Italia".

Linda Giuliani
© Riproduzione riservata

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