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Telemedicina del San Raffaele di Milano per una “second opinion” d’eccellenza

MILANO (ITALPRESS) – L’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano è un punto di riferimento nazionale e internazionale per la gestione di patologie complesse, grazie a un modello clinico fortemente integrato e multidisciplinare e a un’elevata specializzazione in ambito medico e chirurgico. In questo contesto si inserisce oggi la possibilità per i pazienti di accedere a […]



MILANO (ITALPRESS) – L’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano è un punto di riferimento nazionale e internazionale per la gestione di patologie complesse, grazie a un modello clinico fortemente integrato e multidisciplinare e a un’elevata specializzazione in ambito medico e chirurgico. In questo contesto si inserisce oggi la possibilità per i pazienti di accedere a un servizio di second opinion a distanza, erogato tramite la piattaforma di telemedicina dell’Ospedale, che consente di ottenere una valutazione specialistica qualificata da parte dei professionisti dell’Ospedale, senza la necessità di recarsi fisicamente in struttura.La “second opinion” rappresenta un’opportunità concreta per i pazienti che si trovano ad affrontare decisioni cliniche complesse o percorsi terapeutici articolati: è sufficiente caricare sulla piattaforma la propria documentazione clinica – esami, referti, immagini – per ricevere, in tempi definiti, un parere specialistico strutturato, utile a confermare diagnosi, approfondire il quadro clinico e orientare in modo più consapevole le scelte terapeutiche.In urologia, ambito nel quale il San Raffaele di Milano vanta un’esperienza consolidata nella gestione di patologie ad alta complessità, la second opinion rappresenta uno strumento di particolare valore. Consente infatti di supportare il paziente nella conferma della diagnosi, nella valutazione delle diverse opzioni terapeutiche e/o di trattamento, anche in scenari clinici delicati come quelle legate alla chirurgia oncologica o funzionale, orientando il paziente verso il percorso più appropriato. “Mi capita spesso di vedere pazienti – spiega all’Italpress il professor Francesco Montorsi, presidente della Fondazione Amici di URI, direttore dell’Unità di Urologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e ordinario di Urologia all’Università Vita-Salute San Raffaele – che mi sottopongono i loro casi. Coinvolgo quindi diverse figure specialistiche, come l’anatomopatologo, l’oncologo medico, il radioterapista, il radiologo esperto e il medico nucleare, solo per citarne alcuni tra i molti professionisti che collaborano con me. Stiamo parlando dei primari delle Unità Operative del San Raffaele: specialisti di altissimo livello, riconosciuti a livello internazionale. Si tratta quindi di un’iniziativa di grande utilità offerta dall’Ospedale, che consente al paziente di accedere a queste competenze senza doversi spostare da casa – un aspetto particolarmente importante, considerando che molti vivono lontano. Naturalmente, tutta la documentazione caricata dal paziente sulla piattaforma è protetta secondo i più rigorosi standard di privacy”.I riscontri “sono estremamente positivi. Più ci si confronta con professionisti di alto livello, più è facile comprendere che il problema può essere più semplice di quanto inizialmente si pensasse. Questo accade perchè, all’aumentare della competenza e dell’esperienza, cresce anche la capacità di individuare le soluzioni più appropriate”.La prestazione prevede una modalità di erogazione asincrona, con tempo di risposta stimato tra i 12 e i 15 giorni, consentendo un’analisi approfondita della documentazione clinica trasmessa dal paziente.“I pazienti sono molto soddisfatti, soprattutto perchè percepiscono che il loro caso è stato valutato in modo completo, multidisciplinare e da più punti di vista. E questo dà loro la sicurezza che i migliori specialisti stiano lavorando insieme per il loro bene. Si tratta quindi di uno strumento che rafforza il rapporto medico-paziente, offrendo maggiore consapevolezza e sicurezza nelle scelte cliniche, sempre nel rispetto della qualità e della personalizzazione della cura”.– foto ufficio stampa IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano-(ITALPRESS).

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