
La Flat Tax e l'aumento dei super ricchi a Milano (tra beneficenza e investimenti): «Ecco perché vengono»
Attualità Giovedì 30 Aprile 2026 ore 15:00
"Lavoro è dignità", il Primo Maggio di Mattarella alla Piaggio

Il capo dello Stato ha visitato lo stabilimento e poi il Museo: "La coesione sociale richiede una tutela effettiva contro illegalità e sfruttamento"
PONTEDERA — La parola "lavoro" rimbomba nelle sale del Museo Piaggio, dove assume un valore diverso, quasi tangibile. Si veste di storia, travalica la forma e diventa sostanza, grazie anche alla visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che, per la Festa dei lavoratori di domani, ha scelto di essere oggi a Pontedera, nello stabilimento Piaggio e in quelli che erano i locali della fabbrica e che, oggi, espongono gli esemplari della Vespa.
Qui, il capo dello Stato ha ricevuto l'accoglienza delle autorità, dal presidente della Toscana Eugenio Giani al sindaco Matteo Franconi, oltre al prefetto Maria Luisa d'Alessandro, fino ai vertici dell'Unione Industriale Pisana, con Andrea Madonna, e di Piaggio, con Matteo e Michele Colaninno. E, ovviamente, i lavoratori e le lavoratrici. Loro che, quotidianamente, animano lo stabilimento. E anche la nostra Repubblica, che di lavoro vive.
"Questo è un territorio che è un esempio di connessione tra conoscenza e lavoro - ha detto il presidente Mattarella nell'auditorium - viene da citare lo storico dell'economia Carlo Cipolla: sin dal Medioevo, gli italiani sono abituati a produrre, all'ombra dei campanili, cose belle che piacciono al mondo. Il lavoro è fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica. Per questo, il Primo Maggio è una festa della Repubblica. Anticipare la celebrazione in questo luogo ricorda il cammino del nostro Paese, con le sue fatiche e i suoi successi".
"Piaggio ha imposto un modello che persiste: la Vespa, tuttora, è uno dei simboli della creatività e dell'industriosità italiana - ha aggiunto - il lavoro plasma il nostro essere, contribuisce a farci mettere radici e ci rende protagonisti della società che lasciamo a figli e nipoti. È presidio della società, espressione della libertà della persona, dignità e strumento di partecipazione. L'articolo 1, che fonda la nostra Repubblica sul lavoro, è stata una scelta coraggiosa e lungimirante. Oggi, nonostante la manifattura sia un motore di crescita del nostro Paese, pesano l'instabilità internazionale e le guerre. Ma è tempo di visione, perché per essere protagonisti occorre guardare avanti, facendoci guidare dalla sostenibilità in un mondo sempre più complesso".
E il pensiero del presidente della Repubblica, soprattutto, va alle lavoratrici, ai giovani e alle vittime del lavoro. "Innanzitutto, alle donne. L'occupazione femminile è cresciuta negli ultimi anni, ma testa consistente il gap rispetto alla media europea: il divario di genere va colmato - ha detto - quindi, il lavoro dei giovani. Nella nostra società sono poco ascoltati e c'è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Ancora troppi di loro lasciano il nostro Paese: dobbiamo invertire la tendenza. Infine, pressoché quotidianamente, abbiamo notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo".
Infine, l'augurio per il Primo Maggio, con lo sguardo rivolto a lavoratori e sindacati. "Le organizzazioni sindacali sono state protagoniste della ricostruzione dell'Italia - ha concluso - la coesione sociale richiede che la tutela dei lavoratori sia effettiva, contro illegalità e sfruttamento. I sindacati e la loro libertà sono parte insostituibile della vita democratica. Auguri, dunque, anche a chi cerca lavoro, a chi lo difende e a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero".
"Da parte nostra ci sono infinita gratitudine e riconoscenza nel darle il benvenuto negli stabilimenti Piaggio di Pontedera - ha affermato Matteo Colaninno, presidente del Gruppo Piaggio - la Festa del lavoro è nata con la Repubblica nel 1946, intrecciandosi con la storia dell'Italia, attraversandola nei decenni. Oggi, alla Piaggio, siamo all'alba dei 20 milioni di Vespa costruite in tutto il mondo: merito dei lavoratori e delle lavoratrici. Siamo molto orgogliosi di voi. Il lavoro non è soltanto sostentamento, ma dignità, riscatto, partecipazione alla vita collettiva. Non è un caso che i padri costituenti lo hanno posto alla base della Repubblica: senza lavoro non c'è unità. Siamo e continuiamo a voler essere imprenditori italiani a capo di aziende italiane: negli ultimi anni abbiamo investito 1,4 miliardi di euro. Un'impresa deve avere visione e responsabilità: nostro padre Roberto Colaninno vedeva questo orizzonte e io e mio fratello Michele porteremo avanti questo testimone con determinazione".
Pietro Mattonai
© Riproduzione riservata
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI
|
|














