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Cronaca lunedì 10 febbraio 2014 ore 20:05

Maltempo, le voci del territorio che cade a pezzi

Criticità, monitoraggio e prevenzione le parole chiave del vertice in Prefettura a Pisa. Il punto di Gabrielli, Bugli, Pieroni e dei sindaci



PISA — Discutere le criticità territoriali e il loro conseguente monitoraggio. Questo l’obiettivo dell’incontro di oggi in Prefettura a Pisa. A discutere dell'alluvione di fine gennaio, c'erano il capo dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli e i sindaci dei comuni più colpiti dagli eventi alluvionali abbattutisi in tutta la provincia lo scorso 31 gennaio.

Ringraziando la protezione civile per l’intervento svolto, il presidente della provincia Andrea Pieroni spiega che “il sistema di prevenzione messo in atto ha funzionato in tutte le zone colpite, ma servono risorse più cospicue per procedere alla manutenzione straordinaria del territorio”. Tra gli interventi in progettazione anche quello per aumentare la capienza dello scolmatore, che richiederebbe lo stanziamento di più di 50 milioni di euro.

"La Regione sta facendo la propria parte - ha detto l'assessore regionale Vittorio Bugli - e ultimo atto in ordine di tempo mercoledì il consiglio regionale approverà una legge che stanzia 3 milioni per garantire un ristoro alle famiglie che hanno subito danni. Ma da soli, regione, province e comuni - sottolinea Bugli - non possiamo farcela a reggere questa continua serie di eventi. Lo Stato deve intervenire subito per dare le risorse per le urgenze!"

Un tema, quello delle risorse, che suscita non poche preoccupazioni e che coinvolge l’interesse generale, specie dopo gli ingenti danni subiti in tutta la provincia. A Ponsacco, dove la rottura degli argini ha coinvolto un’area abitata da più di mille persone, il sindaco Alessandro Cicarelli afferma: “È di essenziale importanza sviluppare un sistema di monitoraggio degli argini, specialmente in prossimità dei centri abitati”.

A Volterra, dove l’inizio dei lavori di risanamento è slittato a causa del maltempo, ci sono ben 46 frane attive e problemi alla circolazione del traffico.

A San Miniato, dove sono state evacuate più di mille persone, secondo il sindaco Vittorio Gabbanini “il problema maggiore adesso deriva dall’erosione degli argini del Roffia, che ne rendono indispensabile un monitoraggio per prevenire ulteriori esondazioni e il completamento della cassa di espansione”.

Per fronteggiare la situazione, il capo del dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli ha sottolineato l’importanza della messa in sicurezza dei territori colpiti, da coadiuvare all’attivazione di meccanismi in grado di permettere una prevenzione di più ampio respiro. “Per la messa in sicurezza delle zone colpite – ha detto - lo stato di emergenza è garantito, ora attendiamo la prossima riunione del consiglio dei ministri per avere notizie relative allo stanziamento dei fondi”.



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