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Attualità sabato 18 luglio 2015 ore 16:35

Odori e polveri a Ospedaletto: l'analisi di Arpat

Secondo l'Agenzia ci sarebbero delle criticità ambientali nelle attività della Carlo Colombo Spa, stabilimento dove si produce vergella di rame



PISA — "L'attività di controllo di Arpat ha messo in evidenza alcune criticità ambientali della ditta Carlo Colombo Spa", stabilimento dove si produce vergella di rame. E' quanto si legge sul sito ufficiale dell'agenzia.

Tutto è iniziato dopo le segnalazioni ricevute lo scorso anno da Arpat circa cattivi odori e polveri in zona Ospedaletto.

"Gli odori acri -si legge sul sito di Arpat- che in alcuni casi hanno provocato irritazioni alla gola e alle vie respiratorie, sono stati avvertiti distintamente anche per periodi prolungati dai tecnici Arpat e sono stati ricondotti, come provenienza, allo stabilimento della ditta Carlo Colombo". 

Nel 2014 Arpat ha effettuato un campionamento delle emissioni dello stabilimento. In quell'occasione i tecnici avrebbero riscontrato la presenza di carbonio organico totale: 16,1 mg/Nm3, monossido di carbonio: 3853 mg/Nm3, ossidi di azoto: 29,1 mg/Nm3, ferro: 26,4 μg/Nm3, rame: 39,1 μg/Nm3, piombo: 2,6 μg/Nm3, zinco: 1,0 μg/Nm3,polveri: 0,85 mg/Nm3, acido cloridrico: 1,4 mg/Nm3 e biossido di zolfo: 7,1 mg/Nm3.

"I campioni di pulviscolo depositato sui parabrezza delle auto parcheggiate nelle vicinanze della ditta -prosegue Arpat- hanno consentito di individuare come origine di tali emissioni la zona di caricamento del forno fusorio dei pacchi di catodi, che costituiscono la materia prima del processo produttivo della ditta". 

Per cercare di contenere queste emissioni, la ditta ha effettuato interventi di tamponatura.

Nel mese di febbraio sono nuovamente stati prelevati campioni di polveri. Dai risultati, Arpat avrebbe evidenziato la presenza di sostanze microinquinanti. Secondo quanto riportato dall'Agenzia si tratterebbe di diossina, Ipa e Pcb.

Sulla vicenda, Arpat ha anche inviato una nota alla Provincia, suggerendo all'ente di aggiornare il quadro emissivo autorizzato per la ditta.

Attualmente la Carlo Colombo Spa sta adottando una soluzione provvisoria per la risoluzione del problema, ma ha presentato anche un progetto di adeguamento definitivo.

Fonte: Arpat


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