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Ted Lasso, l'allenatore di un altro pianeta
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Pisa Sporting Club Venerdì 09 Ottobre 2026 ore 07:30

Passiglia, “Il Pisa deve giocare senza paura e con personalità"

L’ex nerazzurro presenta la sfida col Vicenza e racconta la sua nuova vita, “Ho lasciato il calcio, adesso mi dedico al lavoro e ai miei figli”



PISA — Ha indossato entrambe le maglie, quelle di Vicenza e Pisa ma quando gli chiediamo per chi farà il tifo non ha dubbi: “Lo sai che tifo Pisa”. Giovanni Passiglia, tra i protagonisti della promozione in Serie B del 2006/2007 con Piero Braglia e poi tornato in nerazzurro nella stagione 2010/2011, presenta a QUInewsPisa la sfida con il Vicenza.

Un’occasione per parlare della squadra, del ritorno voluto da Stefano Cuoghi e della sua vita lontano dal calcio. Oggi è responsabile di un supermercato vicino a casa, segue i figli e ha trovato nel ciclismo una nuova passione. Il legame con Pisa, però, è rimasto: tanto da presentarsi a un torneo di padel con una maglia nerazzurra comprata l’anno scorso.

Passiglia, Vicenza e Pisa si affrontano dopo percorsi diversi, ma con due società solide alle spalle. Che partita si aspetta?

“Sono due società molto solide. Il Vicenza viene da un campionato vinto ed è una piazza importantissima, come Pisa. Quando giocavo lì, durante la settimana ci allenavamo in un centro sportivo a una dozzina di chilometri dalla città e magari sentivi meno il calore dei tifosi. Poi arrivava la partita e trovavi lo stadio pieno. È una piazza che ha fatto la Serie A e ha giocato anche in Europa”.

Come giudica l’inizio di campionato del Pisa?

“Secondo me ha iniziato benino. Ha sbagliato la partita in casa con l’Entella, poi a Mantova si è fatto riprendere alla fine. Però la squadra, secondo me, è in salute e la sosta le ha fatto soltanto bene”.

Anche Bianco ha sottolineato l’utilità di questa pausa. Era necessario avere un po’ di tempo per lavorare?

“Sì, secondo me sono ancora un po’ in rodaggio. C’è un allenatore nuovo e non è così semplice, soprattutto nelle prime partite. È vero che hai fatto il ritiro, ma il mister ti chiede cose diverse e sicuramente ci vuole un po’ di tempo”.

Il Vicenza ha avuto qualche difficoltà in avvio. Che avversario sarà?

“Ha Gallo, che è un buonissimo allenatore. Ha vinto la prima giornata, poi ha avuto qualche difficoltà, ma i giocatori li ha. Per il Pisa sarà una partita difficile, anche perché si gioca a Vicenza, su un campo ostico”.

Che ambiente troveranno i nerazzurri e come dovranno affrontarlo?

“Il Vicenza vorrà vincere in casa davanti ai propri tifosi. È una piazza importante e lo stadio ha le tribune attaccate al campo, senza la pista: chi gioca sente l’ambiente. Bisogna avere personalità, andare lì e giocare a viso aperto, senza paura. Alla fine sei il Pisa, sei una squadra forte e hai giocatori forti. Secondo me devono giocarsela senza fare troppi tatticismi. Il Pisa se la può giocare”.

Dopo la promozione con Braglia, nel 2010 scelse di tornare. Perché?

“Ho girato tante piazze, tutte abbastanza importanti, ma Pisa mi è rimasta nel cuore. Mi ha dato tanto. Quando c’è stata l’opportunità di tornare l’ho presa al volo”.

A convincerla fu Cuoghi. Che cosa le disse?

“Mi aveva chiamato il mister, era bello deciso. Mi sono sentito desiderato e ho accettato ben volentieri. Poi conoscevo l’ambiente, sapevo dove sarei andato e ho preso l’occasione al volo”.

Oggi che cosa fa? È rimasto nel mondo del calcio?

“No, sono uscito totalmente dal calcio. Mi ha dato tanto, mi ha dato da mangiare e da vivere, però ho un carattere che secondo me non si sposa tanto con questo mondo, soprattutto adesso”.

Come mai?

“A mio parere bisogna scendere a compromessi con tante persone e io non sono proprio il tipo. Non è più un ambiente che mi piace, dico la verità. L’ho detto anche a tanti altri. Sono uscito e ora faccio tutt’altro”.

Di che cosa si occupa?

“Faccio il responsabile in un supermercato. Ho avuto questa opportunità vicino a casa e sono contento: lavoro a un chilometro da dove abito. Ho delle responsabilità, poi quando esco mi dedico ai miei figli e alle loro attività”.

Non ha mai pensato di allenare, magari nel settore giovanile?

“Ho tanti amici che allenano e non me ne parlano bene. Questo conferma la mia idea e non mi invoglia a iniziare un percorso. Fortunatamente ho avuto grandissimi allenatori e grandi direttori sportivi, che mi hanno insegnato tantissimo. Mi hanno dato tutti tanto, ho rubato un po’ qualcosa da ciascuno. Mi dispiace non poter dire la mia, però questo mondo proprio non mi attira”.

Ha scelto la sua serenità?

“Sì, mi dedico ai miei figli. Lavoro, poi esco e sto con loro. Mio figlio, nonostante gli piaccia, non pratica calcio e, a dire la verità, non lo invoglio neanche”.

Ha scelto un altro sport?

“Fa ciclismo, mountain bike. Ha sei anni e lo pratica da quando ne aveva quattro. Anche io, quando ho smesso di giocare, mi sono dato al ciclismo: è l’altro sport che mi piace. Per me è un mondo fantastico. Poi magari crescendo entreranno in gioco altre situazioni, ma adesso troviamo un ambiente bellissimo e siamo proprio contenti”.

Come si chiama suo figlio? Lo segue già nelle gare?

“Si chiama Bartolomeo. Inizia a fare le sue garette in giro per la Liguria e la Toscana. C’è veramente un ambiente bello, familiare. Siamo contenti”.

Torniamo alla partita: per chi farà il tifo?

“Lo sai che tifo Pisa. Ti racconto un aneddoto. Gioco a padel con gli amici e mi hanno iscritto a un campionato. Giovedì scorso sono andato a giocare con la maglia del Pisa”.

Una di quelle conservate da quando giocava?

“No, una maglia d’allenamento che ho comprato l’anno scorso, quella tutta colorata. Mi piaceva e l’ho acquistata. Mi sono presentato agli avversari e davanti avevo un uomo enorme, sarà stato un metro e novanta. Mi ha stretto la mano e ha guardato la maglietta in un modo un po’ tosto. Dopo trenta secondi ho scoperto che era livornese”.

Gli ha detto di aver giocato nel Pisa?

“Io no, glielo ha detto il mio compagno. Poi era tranquillo: mi ha spiegato che da ragazzo sentiva la rivalità, ma adesso non gli importava più. Io abito in provincia della Spezia e vado a giocare a padel con la maglia del Pisa. Tifo Pisa”.

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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