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Politica Giovedì 05 Marzo 2026 ore 07:00
Auletta si dimette e i suoi atti vanno in fumo

Diritti in Comune presenta una diffida alla Presidenza del Consiglio, ma il centrodestra incalza: "Gli atti si annullano se un consigliere è assente"
PISA — Era stato annunciato da mesi il passaggio di consegne tra Ciccio Auletta e Giulia Contini, con quest'ultima che diventerà, fino alla fine della consiliatura, la capogruppo di Diritti in Comune. Eppure, non tutto è filato liscio.
Non per problemi tra i due, ci mancherebbe. Quanto, invece, per un passaggio procedurale che, se per Diritti in Comune rischia di mandare in fumo il lavoro di Auletta, per la maggioranza di centrodestra è un normale meccanismo amministrativo.
"In questi giorni è in corso una discussione paradossale che vorrebbe annullare tutto il lavoro del nostro gruppo consiliare a seguito delle dimissioni del nostro attuale capogruppo, Ciccio Auletta, e della sua sostituzione nello stesso ruolo con Giulia Contini - hanno spiegato dalla lista che unisce Una Città in Comune e Rifondazione Comunista - si tratta di un lavoro enorme che abbiamo costruito insieme alla città: 100 atti tra argomenti depositati in commissione e in consiglio, mozioni, interrogazioni e interpellanze. Ognuno di questi cento atti è un tassello della nostra azione istituzionale".
Per questo, hanno annunciato, è stato presentato un atto di diffida alla Presidenza del Consiglio. "Per noi la sostituzione in Consiglio comunale rappresenta un atto di continuità e di rilancio, la prosecuzione di un percorso nato tredici anni fa e proseguito fino a oggi sempre con un unico obiettivo: difendere l’interesse pubblico - hanno concluso - la destra intende porre in essere una forzatura evidente, equiparando la sostituzione all’assenza ingiustificata e sostenendo che gli atti decadano perché il consigliere non sarà in aula. Per noi questo non è vero: che sia Ciccio o che sia Giulia, la nostra voce in consiglio sarà sempre la stessa".
La posizione della maggioranza di centrodestra, diametralmente opposta, è spiegata da Maurizio Nerini, capogruppo di Fratelli d'Italia. "Nel regolamento del Consiglio comunale si riporta in più parti che per l'assenza non giustificata del proponente gli atti decadono - ha affermato - non c'è assenza più palese di una rinuncia all'incarico. Si sta cercando in tutti modi di forzare la mano con una operazione che ha dell'incredibile, strumentalizzando un tema tecnico, cercando di farlo diventare politico".
"Non è bastato che il segretario generale, che svolge un ruolo di garanzia della legalità, sia intervenuto con un parere tecnico inequivocabile - ha concluso - se, umanamente, comprendiamo lo sforzo per produrre centinaia di atti, anche se alcuni politicamente discutibili, intrisi solo di ideologia, il nuovo consigliere ha la facoltà di ripresentarli, ma certo non si possono avallare velleità da refrattari dell'ordine e delle regole, studiate solo per mettere in cattiva luce una maggioranza democraticamente eletta".
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