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Attualità Mercoledì 11 Marzo 2026 ore 09:03

​Un confronto pubblico sulla salute mentale

Calderone presenta il libro in Gipsoteca. Sabato 14 Marzo alle 17 la psichiatra dell’Aoup parla di stigma e salute mentale.



PISA — Un confronto pubblico su salute mentale, pregiudizi e cure. Sabato 14 Marzo alle 17, nella Gipsoteca di Arte Antica dell’Università di Pisa, la psichiatra Alba Calderone presenterà il libro “Dottoressa non saranno mica psicofarmaci? …e liberaci dal male oscuro dei pregiudizi”, pubblicato da Davide Falletta Editore.

Calderone, dirigente medico dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, dialogherà con la giornalista Francesca Franceschi in un incontro pensato come occasione di riflessione e discussione con il pubblico. Il volume nasce con l’intento di affrontare uno dei nodi più delicati della salute mentale: lo stigma che ancora oggi accompagna depressione, ansia e l’uso degli psicofarmaci.

Alba Calderone è psichiatra presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. Dopo la laurea e la specializzazione ha conseguito un dottorato in Clinica e Neurobiologia dei disturbi affettivi e il diploma di psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Da anni si occupa di disturbi dell’umore e d’ansia, con particolare attenzione al peso dello stigma nella qualità della vita dei pazienti e nell’aderenza alle terapie. Formata alla scuola pisana guidata da Giovanni Battista Cassano, affianca alla pratica clinica un’attività divulgativa rivolta al grande pubblico.

Il titolo richiama esplicitamente “E liberaci dal male oscuro” di Giovanni Battista Cassano, figura centrale della psichiatria italiana e maestro dell’autrice, tra i primi studiosi a portare il tema della depressione nel dibattito pubblico scientifico nel nostro Paese.

Nonostante i progressi della medicina e della ricerca, il pregiudizio verso le malattie psichiche resta diffuso. Molte persone continuano a percepire il ricorso allo psichiatra come un segno di debolezza o come una sorta di resa personale. Un atteggiamento che spesso ritarda l’accesso alle cure, nonostante la depressione sia indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una delle principali cause di disabilità nel mondo.

Nel libro Calderone affronta proprio questo nodo culturale, concentrandosi sullo stigma verso la malattia mentale, verso gli specialisti e soprattutto verso gli psicofarmaci. Con un linguaggio divulgativo, l’autrice prova a smontare alcune convinzioni diffuse, come l’idea che gli antidepressivi provochino dipendenza, alterino la personalità o rappresentino una scorciatoia rispetto a un percorso psicologico.

Il volume intreccia spiegazioni scientifiche, episodi tratti dall’esperienza clinica e riferimenti alla cultura contemporanea. Dal dibattito statunitense sugli antidepressivi, con le dichiarazioni di Tom Cruise e la risposta di Brooke Shields, fino alle testimonianze pubbliche di artisti come Lady Gaga e Kekko Silvestre che hanno raccontato la propria esperienza con la depressione.

“Il messaggio centrale del libro è chiaro: non esistono “farmaci per i pazzi”, ma terapie che, quando utilizzate in modo appropriato, possono migliorare significativamente la qualità della vita – interviene l’autrice -. La vera domanda non è se una persona sia “abbastanza forte” da farcela da sola, ma quale sia oggi la sua qualità di vita e quanto ansia e depressione stiano limitando la possibilità di vivere pienamente. Non solo. In questo volume affronto anche il tema delicatissimo dell’abuso di psicofarmaci nei ragazzi (Gen Z) che cercano disperatamente, a causa di un dilagante analfabetismo emotivo, dei dopanti per non sentire il dolore delle emozioni o il senso di solitudine inflitto da smartphone e social network”.

La presentazione, a ingresso libero, si concluderà con un firmacopie del libro e un aperitivo offerto ai partecipanti.


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