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giovedì 18 luglio 2019

Attualità giovedì 11 aprile 2019 ore 19:11

Campo nomadi di Ospedaletto verso lo sgombero

La Giunta ha approvato la delibera per il superamento dell’insediamento abusivo di via Maggiore di Oratoio. Conti: "Dalle parole ai fatti"



PISA — La Giunta comunale ha approvato all’unanimità la delibera che di fatto pianifica le azioni dell’Amministrazione comunale per il rientro in possesso dell’area in cui è attualmente ubicato l’insediamento non autorizzato  in via Maggiore di Oratoio. Il provvedimento riguarda 60 nuclei anagrafici e 55 nuclei familiari costituiti da un totale di 259 dei quali 202 con residenza nel Comune di Pisa. Tra i residenti si contano 117 adulti e 85 minori.

“Si passa dalle parole ai fatti anche su questo argomento – dichiara il Sindaco di Pisa Michele Conti – dando seguito a quanto abbiamo scritto nel nostro programma di mandato. Con le cautele necessarie ma con altrettanta determinazione vogliamo risolvere in via definitiva il problema degli accampamenti abusivi in città; con questa delibera, che richiama anche la Circolare dello scorso settembre del Ministro degli Interni Matteo Salvini in materia di sgomberi, pianifichiamo le azioni necessarie a rientrare in possesso di quell’area entro pochi mesi”.

L’atto segue la delibera di giunta del novembre scorso che fissava le direttive per la definitiva chiusura dell’insediamento di via Maggiore entro 18 mesi da quella data, attraverso la progressiva diminuzione dei dimoranti nell’area e la contestuale rimozione delle strutture presenti fino a renderla completamente sgomberata.

“Per raggiungere l’obiettivo – dichiara l’assessore al Sociale Gianna Gambaccini – sono previsti interventi straordinari di sostegno sociale finalizzati a reperire alloggi adeguati dentro o anche fuori dal territorio comunale. Questi finanziamenti sono vincolati all’agevolare, solo per il primo anno e contestualmente all’abbattimento delle baracche, l’allontanamento dei nuclei familiari presenti”.

Gli interventi previsti dalla delibera sono di due tipi, entrambi rivolti esclusivamente all’individuazione di una soluzione abitativa: il primo consiste nell’erogazione di un sussidio straordinario destinato al pagamento del canone che non potrà superare i 6mila euro per nucleo familiare e che sarà erogato, con assegno non trasferibile, direttamente al proprietario dell’alloggio individuato; il secondo, in alternativa prevede l’erogazione di un contributo economico straordinario una tantum di 500 euro per persona senza handicap e mille per i soggetti riconosciuti invalidi al 100 per cento portatori di handicap in situazione di gravità, di norma con un limite massimo di 6mila euro per nucleo familiare, sussidio destinato alla ricerca di una nuova soluzione abitativa all’interno o fuori dal territorio comunale. In questo caso il sussidio sarà concesso in parte prima e per la restante parte dopo l’abbattimento della struttura occupata. La gestione del contributo sarà comunque effettuata attraverso lo stretto monitoraggio degli operatori dei servizi della Società della Salute, che potranno assegnare il contributo in relazione alle esigenze familiari dei diversi nuclei modulandolo in relazione alla situazione concreta.

Con la delibera l’amministrazione comunale prevede che, contestualmente agli allontanamenti degli insediamenti, si proceda comunque all’abbattimento delle strutture rimaste vuote ove necessario anche con l’ausilio della polizia municipale.



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