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Caso Bozhinov, Bassetti, "Così non si può giocare"

Il noto infettivologo è intervenuto sul tema, "davvero dobbiamo aspettare che qualcuno si senta male per capire che così non si può andare avanti?"



PISA — Anche l’infettivologo Matteo Bassetti interviene sul malore accusato da Rosen Bozhinov durante Juve Stabia-Pisa. Il medico ha affidato a X una lunga riflessione sulle partite disputate alle 15 quando le temperature sono ancora molto elevate.

"Ma davvero dobbiamo aspettare che qualcuno si senta male per capire che così non si può giocare? Partite di calcio alle 15:00, con temperature torride, non sono una prova di carattere. Sono una scelta che può trasformarsi in un rischio per la salute", ha scritto Bassetti nel suo intervento su X.

Bassetti è professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Genova e dirige la Clinica di Malattie infettive e tropicali dell’Irccs Policlinico San Martino. Diventato uno dei medici italiani più conosciuti durante la pandemia da Covid-19, interviene spesso nel dibattito pubblico sui temi sanitari.

Il riferimento è a quanto accaduto domenica al Romeo Menti. Intorno al 40’ del primo tempo Bozhinov si è accasciato sul terreno di gioco ed è stato soccorso dai sanitari. Il difensore è uscito in barella ed è stato trasferito in ambulanza all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.

"Durante Juve Stabia-Pisa, terza giornata di Serie B, al 40° del primo tempo il difensore del Pisa Rosen Bozhinov è crollato a terra, privo di sensi. Sono state riferite anche convulsioni. È stato trasportato in ospedale per accertamenti e, fortunatamente, è stato poi riferito come cosciente. Tra le ipotesi all’origine del malore, una possibile crisi di disidratazione", ha aggiunto Bassetti.

Su questo punto le informazioni diffuse nelle ore successive non sono state del tutto coincidenti. Fonti della Lega Serie B hanno riferito che il calciatore sarebbe sempre rimasto cosciente e hanno indicato come possibile causa una forte disidratazione. Il Pisa, nel proprio comunicato ufficiale, ha fatto sapere che Bozhinov è rimasto sotto osservazione per gli accertamenti del caso. Non è stata comunicata una diagnosi definitiva.

"Non spetta a noi fare diagnosi. Ma una domanda, invece, spetta a tutti: CHI DECIDE CHE È SICURO GIOCARE A CALCIO IN QUESTE CONDIZIONI?", ha scritto ancora l’infettivologo.

Il malore aveva portato alla sospensione temporanea dell’incontro. L’arbitro Andrea Calzavara aveva chiamato capitani e tecnici, mentre le squadre erano rientrate negli spogliatoi in attesa di notizie. La partita è poi ripresa ed è terminata 3-0 per il Pisa.

"Perché un calciatore non è una macchina. È un essere umano sottoposto a uno sforzo fisico enorme, per 90 minuti, sotto il sole e con temperature elevate. E non ci sono soltanto i giocatori. Ci sono gli arbitri, i guardalinee, gli allenatori, i componenti degli staff e migliaia di persone sugli spalti, spesso esposte per ore a condizioni di caldo estremo", ha proseguito Bassetti.

Il medico ha chiesto anche un maggiore coinvolgimento preventivo degli specialisti. "Allora basta con la retorica del si è sempre giocato alle 15. Il clima è cambiato. Le temperature sono cambiate. E devono cambiare anche le regole. I medici dello sport non possono limitarsi a intervenire quando qualcuno crolla. Devono avere voce in capitolo prima che inizi la partita. Se le condizioni climatiche rappresentano un pericolo, devono poter dire chiaramente: non si gioca", ha aggiunto.

"Spostare una partita alle 18, alle 20 o alle 21 non rovina il calcio. Un malore grave, invece, potrebbe rovinarlo per sempre. La domanda non è se una partita possa essere giocata alle 15. La domanda è: QUANTO DEVE ESSERE ALTO IL RISCHIO PRIMA CHE QUALCUNO DECIDA DI FERMARSI?", ha scritto Bassetti.

"Il calcio è uno spettacolo. La salute non lo è. Prima vengono le persone. Poi il calendario. Poi gli interessi", ha concluso.

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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