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Attualità giovedì 04 novembre 2021 ore 15:29

Pisa dedica una rotatoria al Milite Ignoto

La targa scoperta nella Giornata dell’Unità Nazionale e delle forze armate. Alla sua figura il Comune ha anche conferito la cittadinanza onoraria



PISA — La città della Torre, con una cerimonia promossa da Comune, Provincia, prefettura e Presidio militare, ha celebrato questa mattina la Giornata dell’Unità Nazionale e delle forze armate, che quest'anno coincide con il centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto all’Altare della Patria. 

Proprio al Milite Ignoto, Pisa ha conferito la cittadinanza onoraria e, questa mattina, gli è stata intitolata una rotatoria.

"Celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il 4 novembre come ogni anno - ha detto il sindaco Michele Conti nel suo intervento- è un doveroso e sentito omaggio a tutti quegli italiani, uomini e donne, che hanno perduto la propria vita per la Patria, per la libertà e per costruire un futuro di pace duratura. Il 4 Novembre è infatti l’anniversario in cui l’Italia vinse una guerra che fu una tragedia, come ogni guerra una catastrofe di morti e di dolore, ma fu anche un evento glorioso per l’Italia e un evento da ricordare anche per quanti sacrificarono la loro vita sul fronte; fu quello il momento in cui un popolo si scoprì Patria. Quel sacrificio fu precursore nel 1918 del definitivo conseguimento dell’Unità nazionale che ancora oggi attribuisce un doppio significato ai festeggiamenti di oggi." 

"Le celebrazioni di questo 2021  - ha aggiunto il sindaco - assumono un significato se possibile ancora più forte e sentito poiché coincidono con un importante anniversario per la nostra Nazione: il centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto all’Altare della Patria durante la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate avvenuta a Roma il 4 novembre 1921. La bara di uno sconosciuto soldato rimasto ucciso durante la prima guerra mondiale fu scelta per essere trasportata da Aquileia a Roma; il feretro fu caricato su un treno riccamente adornato che partì per un lento viaggio attraversando stazioni grandi e piccole in cui fu accolto da una fiumana di popolo, come scrissero i quotidiani di allora. Un rito di riconoscenza collettiva, una clamorosa manifestazione di cordoglio popolare, riservati a un soldato senza nome che rappresentava idealmente tutti i 600 mila caduti del conflitto; un caduto pianto da madri, padri, figli, mogli e sorelle colpiti dalla tragedia di aver perso un familiare mentre serviva la Patria. Il convoglio della memoria è partito anche nel centenario e arriverà oggi al Vittoriano, ma in ogni città d’Italia si sono moltiplicate le iniziative per onorare questa ricorrenza. Anche Pisa ha riservato il giusto omaggio al Milite Ignoto, al quale è stata conferita la cittadinanza onoraria della città e, proprio stamani, gli è stata intitolata un’importante rotatoria".

"Queste celebrazioni  - ha proseguito il primo cittadino - sono l’occasione giusta per dire grazie a quegli uomini e quelle donne, grazie per il loro sacrifico, il loro coraggio, il loro esempio e la loro eredità. E’ grazie a loro che nei momenti difficili continuiamo a sentirci comunità, rispettiamo la patria, riscopriamo il valore del sentirci italiani. Per questo, riteniamo che la giornata che oggi si sta celebrando in tutta Italia non debba essere solo un omaggio alla memoria, ma anche un impegno di fedeltà ai valori fondamentali che le multiformi varietà culturali e territoriali del nostro Bel Paese. E un omaggio alle Forze Armate, alle donne e agli uomini delle nostre Forze Armate, cui la gente non ha mai fatto mancare il proprio affetto, poiché i militari sono presenti là dove c’è bisogno, dove c’è da soccorrere, riparare, mettere in salvo, garantire la sicurezza nelle città. Vicine al nostro come ad altri popoli. Commemorare significa dunque ringraziare con affetto le nostre Forze Armate. Ringraziare coloro che combattono perché la libertà e il diritto siano una conquista collettiva. Pensiamo a quegli italiani che abbiamo perso in missioni di pace all’estero, ma anche a tutti quegli operatori della sicurezza e delle forze dell’ordine che, quotidianamente anche nel nostro Paese, nelle nostre città, consumano la propria vita per rendere la nostra più sicura e libera".

E poi ha concluso: "Non disperdiamo l’insegnamento e il sacrificio di tutti loro e continuiamo a insegnare ai nostri ragazzi che anche oggi la pace non è data per sempre, ma ci chiedono giorno per giorno di proteggerla e averne cura. Viva l’Italia unita, viva le forze armate".


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