Politica Mercoledì 12 Agosto 2026 ore 17:15
Galilei, "Le nostre previsioni si sono avverate"

Cinque realtà pisane tornano sulla fusione tra gli scali di Pisa e Firenze: nel mirino gestione societaria, lavoro e scelte sul futuro del Galilei
PISA — Un richiamo alle battaglie condotte negli anni contro la fusione delle società di gestione degli aeroporti di Pisa e Firenze e, allo stesso tempo, una nuova presa di posizione sul futuro del sistema aeroportuale toscano. A intervenire con un comunicato congiunto sono il Comitato Piccoli Azionisti Toscana Aeroporti, l’Associazione degli Amici di Pisa, l’Associazione Ponte di Mezzo, la Compagnia di Calci, il Movimento O.P.I. e Madre Terra Nostra.
Le associazioni tornano alle assemblee societarie di Toscana Aeroporti e alle ragioni che le avevano spinte a contestare fin dall'inizio l'unificazione della gestione dei due scali. Nei verbali, ricordano, era stata fatta inserire anche una considerazione sulle conseguenze occupazionali delle operazioni di fusione: "storia insegna che le fusioni aziendali, nella stragrande maggioranza, hanno procurato economie di scala soltanto sulla pelle dei dipendenti".
Una posizione che le realtà firmatarie collegano alle recenti dichiarazioni della consigliera regionale Irene Galletti, riportate integralmente nel documento. "Tutti i nostri timori per i lavoratori e per i servizi aeroportuali si sono purtroppo realizzati. Avevamo previsto che la frammentazione societaria e la rinuncia al controllo pubblico da parte della Regione Toscana avrebbero aperto la strada a peggioramenti nelle condizioni di lavoro. Oggi ne abbiamo la conferma: contratti differenziati per mansioni identiche, investimenti assenti, attrezzature obsolete e, soprattutto, la totale indisponibilità di Toscana Aeroporti al confronto istituzionale".
Galletti ha ricondotto la situazione alle scelte compiute negli anni precedenti sul ruolo pubblico nella società aeroportuale. "Questa situazione è figlia della scelta politica, compiuta negli anni passati, di cedere la maggioranza pubblica in Toscana Aeroporti. Oggi la Regione si trova con una quota residuale del 5%, senza reali strumenti per intervenire. È arrivato il momento di ripensare il modello di gestione del sistema aeroportuale, a partire dal recupero di un controllo pubblico efficace".
La consigliera regionale ha quindi posto l'accento sulle condizioni dei lavoratori e sul ruolo della Regione. "Non possiamo accettare che in Toscana si sviluppi un sistema aeroportuale che produce utili per pochi e precarietà per molti. La Giunta utilizzi tutti gli strumenti a sua disposizione, anche politici, per invertire questa rotta. Questa vicenda sia un monito per il futuro: ogni volta che si rinuncia al pubblico, a perderci sono i lavoratori e i cittadini".
Le associazioni pisane dichiarano di condividere queste considerazioni, ma allargano il tema alla politica aeroportuale regionale. La critica riguarda soprattutto quella che definiscono una scelta orientata a privilegiare lo sviluppo del Vespucci di Firenze, a discapito del Galilei di Pisa e dell'area costiera.
Nel documento viene sottolineato inoltre come, nonostante l'avvicinarsi delle elezioni regionali, secondo le associazioni il dibattito politico sia concentrato sulle candidature senza affrontare sufficientemente il modello di gestione degli aeroporti. Nel mirino finisce quella che i firmatari definiscono una linea "societaria-regionale, avallata da ENAC", che tenderebbe a considerare il Vespucci come l'unico aeroporto strategico della Toscana. Una scelta che, secondo le associazioni, finirebbe per penalizzare non soltanto Pisa, ma l'intera area vasta costiera.
Michele Bufalino
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