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Attualità mercoledì 04 novembre 2015 ore 15:41

"Il trasporto sociale deve essere gratuito"

Il Movimento 5 stelle si rivolge alla garante per i diritti delle persone disabili. Botta e risposta tra grillini e Società della Salute



PISA — "Un disabile, per usufruire del servizio di trasporto sociale può pagare fino a 206,80 euro, più o meno lo stesso prezzo che ha un comune abbonamento annuale di trasposto pubblico locale". Il movimento 5 stelle pisano si oppone: "E' inaccettabile, deve essere gratuito". A inizio 2015 la Società della Salute ha inviato ai cittadini disabili il modulo d'iscrizione al servizio, chiedendo la consegna dell'Isee aggiornato del nucleo familiare.

Esenti da ogni pagamento solo i soggetti parte di un nucleo familiare con Isee inferiore a 7445,60 euro. Al di sopra di tale reddito ci sono 5 scaglioni che variano dalle 82,72 euro annuali fino a un massimo di 206, 80 euro per i redditi superiori alle 36151,99 euro o in caso di mancata presentazione dell'autocertificazione.

Il consigliere Gianfranco Mannini sulla questione ha redatto un question time e si è rivolto sia alla garante dei disabili Lia Sacchini che al difensore civico regionale Lucia Franchini, le quali hanno sottolineato il carattere "semi-residenziale" del servizio di trasporto sociale, che si occupa di accompagnare i disabili dalla loro abitazione ai centri diurni e socio-sanitari che recano loro assistenza.

Nella lettera di risposta al consigliere, Lia Sacchini scrive: "L'Isee da presentare per la richiesta del servizio è quello personale del cittadino disabile, non quello del nucleo familiare di appartenenza". Un diritto "garantito dalla Convenzione di Lisbona, recepita anche dal parlamento Italiano".

Sulla questione, ed in particolare in risposta al question time presentato dal Movimento 5 Stelle, è intervenuta anche l'assessore al sociale e presidente della Società della Salute, Sandra Capuzzi, che in Consiglio comunale ha letto un'argomentazione del direttore della stessa Società Giuseppe Cecchi: "Il servizio di trasporto sociale disabili dal domicilio ai diversi centri diurni non rientra nei livelli essenziali di assistenza, ma è un servizio che non si può definire né semiresidenziale né domiciliare". Proseguendo nella lettura del documento redatto da Cecchi si legge poi che "Al fine della determinazione della compartecipazione al servizio viene presa in considerazione la situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare, così come previsto nel Regolamento per l'applicazione dell'Isee alla compartecipazioni per le prestazioni del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali".

"Il trasporto di disabili in condizioni di gravità in un centro diurno -sottolinea il consigliere Mannini- si configura come elemento di integrazione socio-sanitaria atto a prevenire forme di esclusione sociale, come previsto dalla legge regionale. Pertanto invito il Comune di Pisa e la Società della salute a riesaminare la questione, adottando gli atti necessari per non attivare forme di discriminazione nei confronti dei disabili".

Linda Giuliani
© Riproduzione riservata


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