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Attualità Sabato 31 Gennaio 2026 ore 14:30
La luce dell’arte illumina la Spina

La nuova mostra di Lorenzo D’Angiolo accende il dialogo tra pittura, fotografia e spiritualità nel cuore dei Lungarni pisani
PISA — La Chiesa di Santa Maria della Spina torna ad aprirsi all’arte contemporanea. È stata inaugurata "La mensa della luce", mostra-installazione dell’artista Lorenzo D’Angiolo, visitabile gratuitamente fino al 22 Febbraio. Un allestimento curato da Nicola Micieli e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pisa, che intreccia il linguaggio della luce alla sacralità dello spazio gotico.
"Con la mostra di Lorenzo D’Angiolo – ha detto l’assessore Filippo Bedini – la Chiesa della Spina torna a farsi interprete di un dialogo profondo tra arte contemporanea e spiritualità. La ricerca dell'artista sulla luce si sposa perfettamente con l'anima gotica di questo luogo, rispettandone la natura di spazio consacrato. La nostra linea è chiara: la Spina è destinata esclusivamente a opere che sappiano interpretare il tema della sacralità. Una scelta di qualità che premia anche in termini di attrattività. La Chiesa è una vetrina di eccezionale prestigio che accoglie centinaia di visitatori al giorno, con punte oltre le mille presenze in alta stagione. Portare ‘La mensa della luce’ in questo contesto significa offrire un’esperienza di altissimo profilo sia ai pisani quanto ai moltissimi turisti che ogni giorno visitano la nostra città".
Al centro del percorso espositivo, otto opere disposte "a cannocchiale", quattro per lato, conducono lo sguardo verso "La mensa dell’attesa", il quadro centrale. Un impianto scenico pensato per creare un ritmo visivo e spirituale che si allinea alla struttura dell’edificio. La luce, intesa come materia, è al centro del lavoro di D’Angiolo. "Attraverso la conoscenza del comportamento della luce che investe l'oggetto – ha spiegato l’artista – ho potuto creare su uno spazio bidimensionale un'immagine in apparenza a tre dimensioni, evocandone anche la spazialità temporale".
Il risultato è una suggestiva riflessione visiva, in cui pittura e fotografia dialogano con la spiritualità dell’ambiente. Un invito alla contemplazione, costruito attraverso il colore e l’equilibrio tra realtà e evocazione.
D’Angiolo, classe 1939, originario di Seravezza, ha un percorso artistico di respiro internazionale. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha affiancato all’insegnamento un’intensa attività espositiva in Europa e negli Stati Uniti, con opere presenti in collezioni pubbliche e private.
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