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Attualità martedì 02 febbraio 2021 ore 19:30

Laurea Hc per Liliana Segre, ambasciatrice di Pace

Liliana Segre in collegamento con l'Università di Pisa

Testimone della Shoah, la senatrice a vita ha ricevuto oggi dall'Università di Pisa la laurea magistrale honoris causa in Scienze per la Pace



PISA — Giornata storica per l'Università di Pisa, che questa mattina ha conferito a Liliana Segre, testimone della Shoah e senatrice a vita, la laurea magistrale honoris causa in Scienze per la Pace. Il rettore Paolo Mancarella, nel suo intervento, ha sottolineato l'importanza di questa giornata per l'ateneo pisano e parlato di Liliana Segre come di "una delle più importanti ambasciatrici di Pace nel nostro paese", in una "Italia che si trova divisa e incoerente di fronte a certi temi".

Il rettore Paolo Maria Mancarella

"Non ha mai perdonato ma ha imparato a non odiare", ha aggiunto Mancarella, spiegando che "questa laurea è il nostro modo per dirle grazie per quanto ha fatto, come privata cittadina e come senatrice a vita", nonché la promessa di un "impegno dell'Università a raccogliere il suo prezioso testimone", per "mantenere viva la fiamma della Memoria".

La platea del Polo San Rossore 1938

La giornata, coordinata dal professor Fabrizio Franceschini, direttore del Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici (CISE) dell'Ateneo pisano - si è aperta con la presentazione del volume Il dovere della parola. La Shoah nelle testimonianze di Liliana Segre e di Goti Herskovitz Bauer, di Marina Riccucci e Laura Ricotti, pubblicato da Pacini. Ai saluti istituzionali e all'intervento della professoressa Riccucci, membro del Cise, ha fatto seguito il commosso intervento di Goti Herskovitz Bauer, in collegamento da una casa di cura di Milano.

Goti Herskovitz Bauer

E' stata la professoressa Eleonora Sirsi, presidente del corso di laurea magistrale in Scienze per la Pace, a dare lettura della motivazione del conferimento. La Laudatio è invece spettata a Gadi Luzzatto Voghera, direttore del Centro Documentazione Ebraica Contemporanea, e da Noemi di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei). A conclusione Lectio Magistralis della senatrice Liliana Segre, in collegamento a distanza.

"A volte - queste le parole di Segre - mi chiedo come possa proprio io avere ispirato parole e concetti come quelli che ho sentito oggi. Certe mie parole, ripetute, le ho ascoltate da quella nonna che sono di me stessa e con una pena terribile per quella ragazzina che sono stata, con la consapevolezza e l'orgoglio di essere stata forse utile nei percorsi di vita delle persone che mi hanno ascoltato, cercando di trasmettere la forza che c'è in ognuno di noi per la scelta di vita. Ora sono una laureanda molto matura ma sempre commossa"

La "neolaureata" ha quindi ringraziato l'Università di Pisa, sottolineando il valore simbolico del luogo scelto per la cerimonia, il Polo San Rossore 1938, così chiamato per non dimenticare la firma del re a Pisa delle leggi razziali, per Segre "leggi razziste". "Furono tanti quelli che accettarono quelle leggi - ha ricordato - e addirittura ne approfittarono, sul piano professionale ed economico, abbandonando a un destino di disperazione e morte migliaia di loro connazionali".

"Ci sono vite - ha ricordato ancora Segre - che a partire dalle leggi razziali firmate a San Rossore nel 1938 sono state sospese, stravolte, distrutte, e la mia è una di quelle vite: sono l'ultima testimone di quella caduta agli inferi, perché ero una bambina di otto anni quando ascoltai dalla voce dei miei cari, spariti nel vento della Shoah, che ero stata espulsa dalla scuola. E da allora niente è stato più come prima e Auschwitz fu l’orrore finale".

La professoressa sirsi legge le motivazioni della laurea Hc

"La biografia della senatrice Segre - queste le Motivazioni del riconoscimento - restituisce il senso più alto di un costante impegno pubblico volto non solo a tutelare la storia e la memoria delle vittime dello Sterminio, ma anche a promuovere una autentica educazione alla cittadinanza e alla pace. Nei suoi incontri con i cittadini di tutta Italia, e in particolare con gli studenti, anche universitari, Liliana Segre ha contribuito a promuovere una cultura di pace positiva, espressione con la quale si intende non solo la semplice assenza di guerra, ma l’insieme delle attività volte a promuovere la giustizia sociale, la convivenza pacifica, il ripudio dei conflitti".

Presente all'iniziativa anche il sindaco Michele Conti. "Come già abbiamo detto in altre occasioni pubbliche - ha detto il primo cittadino - la nostra città, porta con sé l’onta di essere stata la sede per la firma di quelle leggi, a causa del re che qui dimorava per lunghi periodi. E fece bene il nostro Ateneo, per gli 80 anni dalla promulgazione di quelle leggi, a organizzare una giornata per chiedere perdono a nome di tutti gli atenei d’Italia. La colpa del mondo universitario così come di gran parte degli italiani in quegli anni fu sostanzialmente il silenzio di fronte a quel che stava accadendo. Il silenzio nel vedere tanti italiani, di religione ebraica, costretti a lasciare i luoghi di lavoro; il silenzio nel non vedere più i ragazzi frequentare le scuole di ogni ordine e grado; infine, il silenzio nel non vederli più in giro per le strade delle loro città".

Il sindaco Michele Conti

"Ora, a distanza di tanti anni - ha concluso Conti -, quel velo di silenzio è stato squarciato e tutte le istituzioni a ogni livello organizzano, anche grazie alle Comunità ebraiche, iniziative per ricordare. E questa della laurea honoris causa alla senatrice Liliana Segre è una delle più significative che la nostra città nel suo complesso potesse pensare. Noi crediamo fortemente nel valore del ricordo e della memoria, quale radice per costruire il futuro. Senza consapevolezza di quello che è stato nessuna comunità, città o Nazione, può ambire ad avere un futuro. Oggi, le istituzioni insieme alle comunità, al mondo della cultura, dell’associazionismo, ai semplici cittadini, hanno il dovere di proseguire questa difficile opera di sconfiggere il silenzio e l’ignoranza di quello che è stato perché non si ripeta mai più e che sia per ognuno di noi l’occasione per rinnovare l’impegno a contribuire alla costruzione di un mondo più giusto, fondato sui principi di libertà e democrazia".

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