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martedì 23 luglio 2019

Cronaca sabato 24 marzo 2018 ore 17:15

L'ultimo abuso su un minore solo pochi giorni fa

Elementi choc nelle 178 pagine dell'ordinanza del gip che ha spedito in carcere un 75enne accusato di almeno quattro violenze su piccoli calciatori



PISA — E' in cella di isolamento e sarà interrogato lunedì il pensionato di 75 anni che secondo l'accusa abusava di ragazzini, in prevalenza provenienti da difficili contesti sociali, di origine rom o nordafricana, promettendo loro provini per squadre di calcio di Serie A. 

A suo carico gli indizi sono pesantissimi, altrimenti nei suoi confronti non sarebbe scattata la misura cautelare in carcere, raramente disposta per persone di età superiore ai 70 anni. Gli inquirenti, che lo stavano tenendo d'occhio da tempo, avrebbero agli atti anche la registrazione audio di avance e di un abuso sessuale avvenuti nella sua auto appena pochi giorni fa, registrazione ottenuta grazie al piazzamento di una cimice.

A convincere il gip, dunque, il pericolo della reiterazione del reato, nonostante l'arrestato avesse in qualche modo intuito di essere sorvegliato dalla polizia, come emerso da altre intercettazioni. In più, sempre negli ultimi giorni avrebbe cercato di contattare alcuni giovani, al fine di suggerire loro di fornire, in caso di domande da parte della polizia, una versione stemperata dei loro rapporti. Per avere questi contatti in forma indiretta potrebbe essersi  avvalso anche di un complice, che la polizia cerca ora di identificare. Un amico fidato, pure lui finito nelle intercettazioni, che se individuato dovrà chiarire la sua posizione in questa torbida vicenda.

Le indagini sull'uomo ora in carcere, falegname in pensione di Oratoio che bazzicava nelle società di calcio giovanili di mezza provincia, hanno avuto un'accelerazione decisiva a gennaio, quando la sua auto fu data alle fiamme. Uno dei due autori del rogo, poco più che maggiorenni, nel fuggire morì travolto da un treno di passaggio sulla linea Pisa-Firenze. Gli inquirenti ben presto capirono che dietro quell'assurda morte non c'era una bravata, bensì un tentativo di vendetta per abusi subiti dai due circa cinque anni fa, quando entambi avevano tredici anni.

Al momento gli inquirenti hanno in mano i nomi di quattro giovani calciatori, considerati vittime delle violenze sessuali ora contestate all'anziano "scout di talenti". Ma resta la preoccupazione che possano saltar fuori altri casi, tanto che la procura ha fatto appello affinché eventuali altre vittime si facciano avanti con coraggio.

Nel frattempo, all'interno delle società sportive che l'uomo frequentava più assiduamente, regnano choc, rabbia, indignazione e frustrazione, soltanto al pensiero di aver avuto a che fare per anni con uno che ora inizia a essere definito "orco".



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