Politica Giovedì 06 Agosto 2026 ore 10:21
Ossicombustore, Mazzarri, "Più voce ai Comuni"

La consigliera della Lista Boggi Sindaco chiede più trasparenza e il rispetto delle competenze nella gestione pubblica dei rifiuti locali.
SAN GIULIANO TERME — Si torna a parlare del progetto dell'ossicombustore e sul futuro della gestione dei rifiuti. A intervenire è Elisabetta Mazzarri, consigliera della Lista Boggi Sindaco, che invita a spostare l'attenzione dalla sola tecnologia al ruolo che le amministrazioni locali devono avere nelle scelte strategiche del settore.
"Le recenti dichiarazioni sul progetto dell'ossicombustore riaccendono un confronto che non può essere ridotto a un giudizio favorevole o contrario su una singola tecnologia. La vera questione è un'altra: il ruolo che i Comuni devono esercitare nella programmazione del servizio pubblico di gestione dei rifiuti", ha detto Mazzarri.
La consigliera richiama poi una riflessione dell'assessore del Comune di Riparbella Alessandro Lucibello Piani, sostenendo la necessità di valutare con attenzione gli investimenti che coinvolgono risorse pubbliche. "Prendo spunto da una lucida riflessione dell'amico Alessandro Lucibello Piani, Assessore del Comune di Riparbella, che condivido pienamente e che pone interrogativi ai quali è doveroso dare una risposta. Quando si amministrano risorse pubbliche, provenienti dalla TARI pagata dai cittadini, il principio di prudenza non è un ostacolo all'innovazione, ma un preciso dovere istituzionale. È quindi legittimo domandarsi se sia opportuno che una società interamente pubblica investa in una tecnologia che, pur presentando potenzialità interessanti, non trova ancora applicazione su impianti industriali comparabili. Se le prospettive economiche sono davvero così favorevoli, è altrettanto legittimo chiedersi perché il mercato privato non abbia manifestato un analogo interesse", ha aggiunto Mazzarri.
Secondo la consigliera, resta centrale anche il metodo con cui vengono assunte le decisioni. "A ciò si aggiunge un aspetto che considero ancora più rilevante: il metodo seguito. Ai Comuni soci sono state richieste decisioni strategiche quando mancavano ancora elementi fondamentali, come la definizione dei patti parasociali e il completamento dell'iter autorizzativo. Circostanze che incidono direttamente sulla sostenibilità economico-finanziaria dell'operazione e che sono state richiamate anche dalla Corte dei Conti. Il nodo centrale, però, riguarda il rispetto delle competenze istituzionali. In un sistema corretto è l'ATO Toscana Costa, attraverso il Piano d'Ambito approvato dai Comuni, a definire la strategia pubblica", ha commentato Mazzarri.
La nota si conclude con un richiamo al rapporto tra Comuni, ATO Toscana Costa e RetiAmbiente. "Solo dopo il gestore deve predisporre il proprio Piano Industriale in coerenza con quella programmazione. Se invece è il gestore a dettare l'indirizzo strategico, si determina un evidente rovesciamento dei ruoli: chi dovrebbe attuare le decisioni finisce per orientare chi è chiamato a programmarle. È proprio questo il cortocircuito istituzionale che molti amministratori hanno evidenziato e che non può essere ignorato. Ricostruire un rapporto di fiducia tra Comuni, cittadini, ATO Toscana Costa e RetiAmbiente è oggi indispensabile. Senza trasparenza, senza una pianificazione realmente pubblica e senza il pieno rispetto delle competenze istituzionali, si rischia di indebolire l'intero modello di gestione in house, aprendo la strada ai grandi operatori privati interessati a un settore strategico come quello dei rifiuti. Per questo il confronto deve uscire dalla logica dello scontro e tornare sul terreno della buona amministrazione. Ai Comuni spetta il compito di decidere gli indirizzi strategici; ai gestori quello di attuarli. Solo rispettando questo principio sarà possibile garantire ai cittadini una gestione efficiente, trasparente e realmente orientata all'interesse pubblico", ha concluso Mazzarri.
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