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martedì 18 giugno 2019

Attualità venerdì 16 febbraio 2018 ore 09:44

Referendum Moschea, i garanti chiamati a decidere

La decisione è del tribunale di Pisa dopo il ricorso del comitato. Dieci giorni ai Garanti per decidere sulla ammissibilità del quesito



PISA — E’ stata notificata l’Ordinanza del Giudice del Tribunale di Pisa rispetto all’iter relativo al referendum consultivo contro la moschea urbanisticamente prevista in via del Brennero. Il referendum è stato proposto dal Comitato “Il popolo decide”.

Secondo Palazzo Gambacorti, che ha ricostruito la vicenda, "Il giudice ha preso atto della ricostituzione del Comitato dei Garanti ed ha ritenuto assorbita ogni richiesta relativa al presunto ritardo accumulato.

Ha poi respinto la richiesta del Comitato “Il popolo decide” rispetto ad un aspetto fondamentale. Tale comitato promotore aveva infatti chiesto al Tribunale di affermare la possibilità di procedere immediatamente con la raccolta delle firme, senza quindi attendere un giudizio di merito dal Comitato dei Garanti, asserendo che il vecchio quesito sul quale furono raccolte le firme nel 2016/17 era già stato giudicato ammissibile. Il Tribunale ha respinto questa richiesta.

Il Tribunale ha affermato che laddove norme e regolamenti dicono che non possa esserci concomitanza con elezioni politiche o amministrative, si deve intendere per concomitanza “gli stessi giorni deputati alle consultazioni”.

A partire da questo ha ordinato al Comitato dei garanti di esprimersi nel merito della ammissibilità del quesito entro 10 giorni dalla notifica. Giudizio che, così come affermato dalla ordinanza del Tribunale, riparte da zero non essendoci alcun automatismo rispetto al giudizio di ammissibilità espresso per il quesito presentato nel 2016."

"Ho sempre avuto fiducia – dichiara soddisfatto il portavoce del comitato referendario, Manuel Laurora – perché si trattava di garantire il diritto di partecipazione dei cittadini alla vita democratica della città, sulla base del principio costituzionale della sovranità popolare. Dopo gli innumerevoli ritardi accumulati a partire dal 7 giugno 2017, data di deposito del ‘quesito’, a dicembre il Comune ed i Garanti erano giunti a sostenere - guarda caso - che non vi fosse più il tempo di svolgere il referendum, a causa dell'avvicinarsi delle elezioni politiche ed amministrative.

Il Tribunale di Pisa ha radicalmente negato questa tesi, ritenendo che i Garanti debbano procedere a valutare l'ammissibilità del quesito (e sembra davvero arduo che lo reputino inammissibile, visto che è lo stesso già ritenuto ammissibile dal medesimo organo nel marzo del 2016), e che pertanto il procedimento referendario possa andare avanti, fino a giungere alla raccolta delle firme, quindi all'indizione e al voto."



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