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Cronaca giovedì 20 febbraio 2020 ore 12:18

Ricercato tradito dalla consegna di mobili

L'uomo, 43 anni, era ricercato da mesi: deve doveva scontare quasi 5 anni per fabbricazione e porto abusivo di armi



PISA — La polizia ha arrestato un uomo di origine kosovara, per anni residente al campo nomadi di Coltano ma di cui, dal momento dell’esecuzione del mandato di cattura, si erano perse le tracce.

Il 43enne era stato inserito all’interno dell’operazione Wanted, finalizzata alla ricerca e alla cattura dei latitanti di medio alto spessore criminale in territorio nazionale ed estero.

Rcercato da mesi, con numerose condanne alle spalle per reati contro il patrimonio, deve scontare una pena a quasi 5 anni di reclusione per il reato di fabbricazione e porto abusivo d’arma da guerra e comune da sparo continuato.

I fatti, già noti alla cronaca locale e nazionale che hanno dato origine alla condanna, risalgono al 12 e 13 gennaio del 2008, quando, a seguito di un alterco tra due gruppi nomadi al campo di Coltano, scoppiò una vera e propria faida tra i due gruppi etnici.  Dopo una prima rissa accompagnata da colpi di pistola all’interno del campo nomadi, la rappresaglia:  un gruppo di kosovari armato di pistole e fucili composto da otto persone, tra le quali il 43enne arrestato oggi, tentò l’assalto alle abitazioni dei macedoni. Nella sparatoria rimasero ferite quattro persone.

Le indagini dalla Squadra Mobile portarono all’esecuzione di trenta arresti e al sequestro di di numerose pistole con matricola abrasa e una ventina di bottiglie molotov, considerate dalla legge come vere e proprie armi da guerra.

Dopo gli arresti, molti di loro vennero rimessi in libertà. Tra questi anche il 43enne. Nel frattempo il processo è andato avanti fino in Corte D’appello e ha iniziato a produrre le prime condanne, tra cui quella nei confronti del 43enne che, però, risultava irreperibile. Sparito dal campo nomadi, le sue ricerche alla fine dello scorso anno furono affidate, alla sezione catturandi della squadra mobile di Pisa, diretta dal commissario capo Fabrizio Valerio Nocita che, per settimane, lo ha cercato nel territorio pisano, nella convinzione che l’uomo si trovasse in città.

La svolta nelle indagini è arrivata dopo un normale controllo fatto da una pattuglia delle forze dell’ordine alla compagna dell’uomo a bordo di una autovettura. Monitorando per giorni gli spostamenti della donna, gli investigatori sono riusciti ad individuare l'abitazione dove presumibilmente si nascondeva l’uomo.

L'ipotesi è divenuta certezza ieri mattina, quando,  durante un appostamento, un passo falso ha tradito il latitante. Intorno alle  10 sotto il palazzo, i poliziotti lì appostati hanno visto arrivare il camion di un mobilificio. Gli operai hanno citofonato e i poliziotti hanno notato una sagoma apparire alla finestra. L’uomo, nell’affacciarsi per verificare chi fosse, ha svelato la sua identità.

Il palazzo è stato circondato e la polizia ha fatto irruzione nell'appartamento. L'uomo non ha opposto resistenza. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Pisa.



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