Attualità Venerdì 16 Ottobre 2026 ore 15:04
Takeda, la Cgil, "Accordo insufficiente, 48 fuori"

La Cgil contesta l’intesa firmata da Felsa e Femca Cisl: "Restano fuori 48 famiglie". Filctem rivendica oltre il 60% dei consensi nel voto per la Rsu.
PISA — Dopo la chiusura della vertenza Takeda annunciata da Felsa e Femca Cisl, arriva la replica della Cgil Pisa, insieme a Filctem e Nidil. Il sindacato spiega perché non ha sottoscritto l'accordo e respinge le accuse di aver alimentato "disinformazione" tra i lavoratori.
"Definire la nostra ferma posizione a difesa dell'occupazione come 'disinformazione che crea il panico' è un tentativo maldestro di nascondere la realtà dei fatti davanti alle lavoratrici e ai lavoratori", sostengono le tre sigle. "La CGIL ha chiarito fin da subito la propria linea: i posti di lavoro si difendono, non si svendono".
La Cgil ricostruisce quindi le tappe della mobilitazione per i 67 posti di lavoro inizialmente coinvolti, ricordando le manifestazioni davanti allo stabilimento, i passaggi nei Consigli comunali e regionali e l'apertura del tavolo di crisi della Regione Toscana. Per il sindacato, contrariamente a quanto affermato dalla Cisl, la vertenza non può considerarsi chiusa.
"Infatti se la CISL non fosse intervenuta a sottoscrivere quell'accordo con l’azienda che nel frattempo era stata condannata dal Tribunale di Pisa per comportamento antisindacale, per aver impedito ai lavoratori di scioperare, oggi staremmo ancora ai tavoli a discutere di come mantenere in piedi tutti i posti di lavoro e dare continuità produttiva al sito di Pisa", afferma la Cgil.
Il giudizio sull'intesa è netto. "L'intesa della CISL non è un successo, ma rappresenta la monetizzazione di una resa e lo svilimento degli stessi tavoli istituzionali". Secondo la ricostruzione di Filctem e Nidil, l'accordo lascia fuori 48 lavoratori e prevede nove stabilizzazioni, che la Cgil contesta anche perché sarebbero state effettuate "senza peraltro nessun criterio oggettivo".
La posizione differisce quindi da quella espressa nei giorni scorsi da Felsa e Femca Cisl, che avevano rivendicato la riduzione delle uscite rispetto alle 67 inizialmente prospettate, le stabilizzazioni e il riconoscimento di una buonuscita economica per il personale in somministrazione interessato.
La Cgil contesta anche l'utilizzo dello staff leasing e sostiene che la sottoscrizione dell'accordo impedirebbe ai lavoratori interessati di proseguire la battaglia per il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato. "Ai lavoratori non è stata data la possibilità di scegliere se proseguire il lavoro o accettare un’indennità economica, ma li si è semplicemente messi di fronte ad un ricatto. La loro uscita dall’azienda, infatti, era stata già decisa e ratificata con l’accordo sottoscritto da Femca e Felsa Cisl".
"In altre parole: 'Vai via dall’azienda! O vai via con i soldi o vai via senza soldi'", aggiunge il sindacato.
Cgil, Filctem e Nidil rispondono inoltre alla Cisl sul fatto di aver comunque assistito alcuni dipendenti nelle conciliazioni individuali. "Nel momento in cui l'azione unitaria è stata spaccata dalla firma della CISL e l'accordo quadro è diventato esecutivo, l'assistenza al tavolo di conciliazione è diventato per noi un inderogabile atto dovuto di tutela individuale. Mai la CGIL avrebbe lasciato da soli i singoli lavoratori, senza tutele di fronte al fatto compiuto".
A sostegno della propria posizione il sindacato richiama infine l'esito delle elezioni per la nuova Rsu interna, nelle quali, secondo quanto riferito nel comunicato, la Filctem Cgil ha ottenuto oltre il 60% dei consensi.
"Nel segreto dell'urna, da 'lavoratori liberi', hanno scelto da chi farsi rappresentare votando la nuova RSU interna e premiando la Filctem CGIL come primo sindacato con oltre il 60% dei consensi. Questo voto democratico è la smentita più sonora a chi accusa la nostra Organizzazione di agire contro l’interesse dei lavoratori e dimostra da quale parte stia la fiducia dei dipendenti dello stabilimento".
La Filctem annuncia quindi che continuerà la propria iniziativa all'interno dello stabilimento, chiedendo a Takeda di dimostrare "con i fatti che intende mantenere e sviluppare il sito di Pisa". Il comunicato è firmato da Alessandro Conforti, segretario generale Filctem Cgil Pisa, e Damiana Fiamingo, segretaria generale Nidil Cgil Pisa.
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