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Attualità sabato 03 luglio 2021 ore 07:30

Tumore al polmone, chirurgia sempre meno invasiva

Marcello Carlo Ambrogi e Marco Lucchi

L’esperienza della Aoup nella Vats uniportale ha ricevuto gli apprezzamenti dell’assessore regionale per il diritto alla salute, Simone Bezzini



PISA — Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per neoplasia nei paesi industrializzati e in Italia si contano, ogni anno, oltre 40mila nuove diagnosi. Il trattamento chirurgico è quello più efficace negli stadi iniziali della malattia e permette di raggiungere percentuali di sopravvivenza, a 5 anni, superiori all’80%.

Per decenni l’intervento più eseguito è stata la lobectomia con l’asportazione dei linfonodi della regione ilo-mediastinica, che si eseguiva attraverso una procedura decisamente traumatica: la toracotomia postero-laterale, cioè una grande incisione sul torace e la sezione di due muscoli. È evidente come tali interventi comportassero difficoltà che come minimo allungavano, o persino aggravavano, il decorso post-operatorio dei pazienti.

Da tempo sono state comunque sviluppate modalità tecnologicamente molto più avanzate e si sono andate sempre più affermando tecniche mini-invasive videoassistite (Vats quadriportale, triportale, Robotica) che permettono l’esecuzione dello stesso intervento, con la stessa radicalità oncologica, mediante 3 o 4 accessi di soli 1-3 cm. Una delle più avanzate è la Vats (Video Assisted Thoracic Surgery / Chirurgia Toracica Video-Assistita) uniportale, attualmente utilizzata in Italia solo da quattro o cinque centri e introdotta a Pisa dal professor Marcello Carlo Ambrogi, dell’unità operativa Chirurgia toracica, diretta dal professor Marco Lucchi.

Ad oggi sono state eseguite dall’équipe di Lucchi (composta, oltre ad Ambrogi, dai chirurghi: Paolo Dini, Stylianos Korasidis, Vittorio Aprile e Maria Giovanna Mastromarino) oltre 200 procedure con la tecnica Uniportale, tra le quali oltre 100 tra lobectomie e resezioni polmonari anatomiche. Si sono ottenuti fin da subito ottimi risultati, che sono stati recentemente presentati al meeting annuale della Ismics (International Society for Minimally Invasive Cardiothoracic Surgery) e presto saranno pubblicati sulla rivista “Innovations”.

Simone Bezzini, assessore regionale alla sanità, ha ricordato come “l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana si dimostri ancora una volta attenta nell’esplorare e percorrere le strade scientificamente più avanzate offerte dal panorama internazionale, per fornire ai pazienti le migliori soluzioni in termini di mini invasività e ottimizzazione dei tempi di recupero”.

Lucchi ha illustrato com’è nata e quale sviluppo ha avuto, a Pisa, questa tecnica: “Sotto la mia direzione, è stato dato ulteriore impulso all’adozione della tecnica mini-invasiva video-toracoscopica (VATS) per l’esecuzione di numerosi interventi di chirurgia toracica. Tra questi anche le resezioni polmonari anatomiche come la lobectomia. E dopo una prima breve esperienza con la più comune tecnica triportale – peraltro già utilizzata con discontinuità in passato – si è deciso di adottare quella che ad oggi costituisce l’ultima evoluzione della videochirurgia toracoscopica, quella in assoluto meno invasiva: la VATS Uniportale”.

“Questa tecnica - ha aggiunto Ambrogi - è stata descritta per la prima volta dal chirurgo galiziano Diego Gonzalez Rivas e si basa sull’utilizzo di un singolo accesso cutaneo di circa 3-4 cm al IV o V spazio intercostale. Viene quindi violato un solo spazio intercostale, e attraverso questo singolo accesso vengono inseriti una telecamera e degli strumenti chirurgici dedicati che permettono di eseguire l’intervento chirurgico con risultati oncologici sovrapponibili a quelli della chirurgia tradizionale, ma con enormi vantaggi per il paziente in termini di repentino recupero funzionale e respiratorio, una degenza ridotta così come un ridotto dolore post-operatorio, oltre che un eccellente risultato estetico".


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