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Attualità sabato 31 luglio 2021 ore 16:26

Bugiardi a penna, voce e matita, ecco i premiati

Il disegno di Giorgio Giunta
Il disegno di Giorgio Giunta, primo classificato

Arrivano dalle province di Prato, Pisa e Milano e dalla romania i bugiardissimi vincitori delle sezioni disegno, narrativa, radio alla gara di bugie



PISTOIA — Vive a Milano e si chiama Giorgio Giunta, il disegnatore più bugiardo d'Italia. Il suo collega che, per il secondo anno consecutivo, ha primeggiato sul resto del mondo, è il rumeno Liviu Stanila. Il pratese (di Seano) Leonardo Taddei è lo scrittore scelto dal suo collega Sandro Veronesi come vincitore della sezione letteraria, mentre Riccardo Taddei di San Miniato (Pisa) vince la gara radiofonica andata in onda su Radio Toscana.

Sono questi i verdetti della 45esima edizione del Campionato italiano della Bugia, in attesa dell’incoronazione del raccontatore e del bimbo più bugiardi d’Italia, prevista a Le Piastre nel pomeriggio di domenica 1 Agosto. Tutti i concorrenti si sono misurati con il tema del viaggio.

Giunta ha vinto disegnando due anziani che prendono il vento sul balcone di casa trasformato nella prua del Titanic per il loro viaggio da sogno. Al secondo posto si è classificato il romano Fabio Finocchioli con la sua matrioska che parte dotata di valigie... a matrioska. Terzo classificato Agostino Longo di Salerno con Dante perplesso perché i boscaioli hanno cancellato, segandone i tronchi, la selva oscura.

Il premio popolare intitolato a Pitillo è andato a Luca Garonzi di Verona ancora con Dante, che stavolta medita di scrivere invece della Commedia, Il giro del mondo in 80 giorni. Il premio per la migliore vignetta dedicata al cammino di Santiago di Compostela se lo è aggiudicato Stefano Gamboni di Roma che ha disegnato un pellegrino che al posto della tradizionale conchiglia di San Giacomo ha messo sul suo bastone un’aragosta.

E’ del pratese di Seano Leonardo Taddei il bugiardino d’oro per la migliore bugia scritta. E’ stato il suo più famoso collega, Sandro Veronesi, a sceglierlo, con questo giudizio: “Ho apprezzato particolarmente Sassari, perché in questo racconto vi è una doppia classicità. Una rappresentata dalla “bugia pietosa”, sebbene rovesciata rispetto al normale, poiché pronunciata a un anziano e non a un bambino, come nel film La vita è bella. L’altra trasportata dall’uso del dialetto, molto ben sorvegliato, che dunque non sconfina mai nel vernacolo, ma al contrario sigilla l’innocenza del protagonista dinanzi all’enormità che gli sta capitando. Per me è lui il vincitore, nettamente”.

Al secondo posto Guido Carretta di Treviso, con il suo La verità sull’Inferno di Dante, rivisitazione in versi della più famosa cantica. Al terzo posto Giulia Venturi di Orsigna con il racconto I treni della vita, con l’insegnamento che un’anziana signora dà ad una giovane.

Il Bugiardino d’oro riservato al miglior raccontatore di Bugie alla radio è andato a Riccardo Taddei di San Miniato che ha raccontato delle nuove regole adottate alle Olimpiadi per scongiurare l’aumento dei contagi, con squadre che si affrontano alla stessa ora ma su campi diversi e pugili che si infliggono da soli i pugni non potendosi avvicinare all’avversario.

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