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Attualità Sabato 10 Ottobre 2026 ore 15:30

Biancoforno, "la democrazia deve prevalere sulla rabbia"

Fai e Felsa Cisl, "Dopo anni di proclami e contrapposizioni, la parola torni alle lavoratrici e ai lavoratori, con gli accordi e il voto libero"



PROVINCIA PISA — "Anche i grandi viaggi iniziano con un piccolo passo. Quello compiuto alla Biancoforno non è una vittoria e non è un traguardo. È qualcosa di molto più semplice e, forse proprio per questo, molto più importante: l’inizio di un percorso nel quale sono direttamente le lavoratrici e i lavoratori a poter esprimere la propria volontà". Cosi dalla Fai Cisl e dallla Felsa Cisl tornano sulla vicenda e riflettono sul concetto di democrazia, che hanno detto i sindacati, non appartiene a un'organizzazione piuttosto che a un'altra ma ai lavoratori.

"E la democrazia - hanno aggiunto - ha una caratteristica che talvolta può risultare scomoda: non consiste nel parlare a nome dei lavoratori, ma nel permettere ai lavoratori di parlare. In questi giorni abbiamo assistito a comunicati, accuse, proclami, manifestazioni e perfino a una crescente contrapposizione tra gruppi di dipendenti. Invece, in Biancoforno abbiamo l’immagine esatta di ciò che un sindacato responsabile dovrebbe cercare di evitare: una fabbrica divisa in fazioni. E questo non dipende da noi. Soprattutto, a nostro avviso, le vertenze devono rimanere sindacali e non diventare politiche o personali".

La Fai e la Felsa Cisl hanno scelto un’altra strada. "Non perché ritengano risolti tutti i problemi della Biancoforno. Non lo sono. Non perché considerino soddisfacente ogni scelta aziendale. Non lo abbiamo mai sostenuto. E neppure perché pensiamo che un accordo economico possa sostituire la necessaria contrattazione sull’organizzazione del lavoro. Abbiamo semplicemente deciso che un problema risolvibile oggi non debba essere lasciato irrisolto in attesa che, un giorno, si riesca a risolvere contemporaneamente tutto il resto. Questa è contrattazione", hanno sottolineato.

La Flai accusa di aver abbandonato il percorso unitario e di aver "disatteso il mandato" dei lavoratori. Ma per la Fai e la Felsa c'è una domanda inevitabile: "se dopo anni di conflittualità le questioni denunciate sono ancora sostanzialmente le stesse, possiamo almeno discutere dell’efficacia del metodo seguito? Non pretendiamo - hanno proseguito - di possedere la verità. Ma pretendiamo il diritto di sostenere che il sindacato debba essere giudicato anche per ciò che riesce concretamente a ottenere. Nel Febbraio 2025 abbiamo ottenuto, attraverso il confronto con l’azienda, il reintegro di una lavoratrice sospesa e avanzamenti su buoni pasto, organizzazione dell’orario e anzianità dei lavoratori somministrati. Oggi stiamo tentando di aggiungere un altro tassello".

Ed ecco il punto centrale. "A seguito della richiesta formale delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata avviata una consultazione sull’ipotesi di accordo. Alla votazione hanno partecipato 138 lavoratori su 194 aventi diritto e su 170 presenti, esprimendosi liberamente e direttamente. I voti favorevoli all’ipotesi di accordo proposta sono stati 130, i voti contrari 7 e una scheda è risultata nulla. L’affluenza è stata pari al 71,1% degli aventi diritto e all’81,2% dei lavoratori presenti (circa l’80%). I sì hanno rappresentato il 94,2% dei votanti. Oggi le lavoratrici e i lavoratori della Biancoforno hanno scritto un pezzo di storia di questa azienda. Questo dovrebbe rappresentare una buona notizia per chiunque pronunci continuamente la parola democrazia. Perché la democrazia ha questo piccolo inconveniente: prima o poi bisogna contare i voti. E non sempre il risultato coincide con ciò che vorrebbe chi grida più forte. Ma una cosa, dopo queste settimane, dovrebbe essere chiara a tutti: la rabbia può riempire una piazza. La contrapposizione può riempire i giornali. La propaganda può riempire i comunicati. Ma alla fine - hanno concluso - sono gli accordi e il voto libero dei lavoratori a cambiare concretamente le loro condizioni. E da oggi, alla Biancoforno, vogliamo ripartire proprio da questo".


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